Consorzio universitario, nessuna offerta formativa. CGIL : “Ora basta, ridare certezze sul futuro!”

Consorzio universitario di Agrigento, manca un mese all’avvio dell’anno accademico e di notizie sui nuovi corsi ve ne sono davvero molto poche. L’articolo pubblicato su La Sicilia non lascia spazio alle interpretazioni. Il Cua di Agrigento resta sul baratro, una scatola svuotata e senza prospettive. Il presidente Piero Busetta parla di un anno di transizione, e qualche proposta, forse, arriverà solamente nel 2019. E mentre il Consorzio cerca di mettere le carte a posto: sono ancora da approvare  gli strumenti finanziari , arriva la nota stampa a firma dei vertici della CGIL che intervengono anche sul possibile rimpasto al consorzio universitario:

CUA: “Ora basta, ridare certezze sul futuro!”

Alla luce della pubblicazione del Decreto n. 3294 del 24/07/2018, a firma dell’ Assessore Lagalla, che modifica il “Protocollo d’Intesa” firmato con le Università siciliane approvato dall’allora Assessore Baccei, bisogna ridefinire i rapporti tra Cua e Unipa, per rilanciare definitivamente l’offerta formativa per l’Anno accademico 2019/2020.

Il tempo non è una variabile indipendente! Ora basta siamo stanchi di questo teatrino

CHIEDIAMO CON FORZA:

  • LA NOMINA del Presidente del Consorzio universitario da parte della Regione
  • LA NOMINA degli altri due componenti uno in rappresentanza l’Università di Palermo  e l’altro componente in rappresentanza dei Soci
  • IL RIENTRO dell’Ex Provincia nella compagine associativa.

Sappiamo (dal Presidente Busetta) che è stata raggiunta un’intesa di massima tra l’Università di Palermo e gli Assessori Lagalla-Armao per la riapertura dei corsi di laurea ad Agrigento.

Il riavvicinamento serve se si risolvono definitivamente le annose e storiche questioni del contenzioso e se si riesce a restituire una “offerta formativa” degna di questo nome agli Studenti della nostra provincia e che serve all’apparato produttivo di questa terra con cui occorre rinforzare il legame.

L’Università ad Agrigento deve servire certamente a rendere esigibile il “diritto allo studio” ma anche dev’essere utile allo sviluppo economico e sociale della nostra terra.

Attendiamo atti ufficiali conseguenti ed una ripresa di una normale ed ordinaria interlocuzione con la Presidenza con cui non abbiamo avuto rapporti ufficiali dal suo insediamento.

La lettera è a firma di Massimo RASO  ( Segr. Gen. CGIL AG  ) e  Matteo LO RASO RSU CGIL CUPA.