Consigli per giocare in Borsa

Rivalutare i propri risparmi è, da sempre, un tratto caratteristico degli italiani, popolo abituato ad assumere un atteggiamento più da formica che da cicala. Risparmiare è un verbo verso il quale la maggior parte degli abitanti dello Stivale, sin dai tempi dell’asilo, vengono indirizzati dai propri genitori. Ed il salvadanaio, che viene regalato ad ogni bambino sin dalla più tenera età, è il miglior simbolo che testimonia questa attitudine tipicamente italiana.

 

 Non è casuale che il nostro paese, nonostante l’enorme peso del debito pubblico, risulti ancora solvibile agli occhi della finanza internazionale, grazie all’enorme risparmio privato degli italiani. Col passare degli anni, però, le modalità con le quali allocare i propri risparmi sono notevolmente modificate: la maggior parte dei risparmiatori accede ai mercati mediante il trading online, che consente di effettuare operazioni di compravendita tramite internet. 

 

Giocare in Borsa: il web è un valido supporto a disposizione dei piccoli risparmiatori

 

Grazie ad esso, gli italiani hanno scoperto quanto sia semplice investire anche in mercati ritenuti tradizionalmente ostici come quello azionario. Giocare in Borsa, d’altro canto, non è affatto semplice. Grazie alla grande rete telematica, però, si può approcciare a questo mercato in modo decisamente più consapevole, gestendo al meglio anche le inevitabili insidie che sono presenti in questo asset. 

 

Quando si decide di giocare in borsa, bisogna necessariamente prendere in considerazione diversi aspetti. Ed il primo requisito essenziale è, senza dubbio alcuno, quello di migliorare la propria cultura finanziaria, per approcciarsi ai mercati con maggior cognizione di causa. Grazie alle migliori piattaforme di trading, ad esempio, questo scopo è perseguibile sfruttando le “guide” presenti all’interno degli stessi. 

 

Piccoli vademecum che, però, risultano alquanto preziosi, a patto che siano scritti in maniera chiara e semplice, privi di un eccessivo ricorso a terminologie tecniche sconosciute, perlopiù, alla maggioranza dei piccoli risparmiatori. Una volta compresi i meccanismi della finanza ed aver colto, ad esempio, la differenza tra azioni, obbligazioni e criptovalute, è indispensabile costruire con intelligenza il proprio portafoglio investimenti. 

 

Ipotizzare un deposito titoli con la presenza di soli titoli obbligazionari a basso rischio è, al giorno d’oggi, quasi del tutto impensabile: i tassi ufficiali sono negativi e i rendimenti del cosiddetto settore “free-risk” sono decisamente poco appetibili o addirittura inesistenti. È indispensabile che l’asset obbligazionario sia affiancato da altre tipologie di strumenti finanziari. 

 

Mercati all’insegna della volatilità: fissare take profit e stop loss è assolutamente indispensabile

 

In questo periodo, complice l’evento pandemico ancora in corso, i mercati azionari sono particolarmente volatili, quindi più rischiosi rispetto allo scorso anno. Tuttavia, in queste fasi è possibile operare in Borsa ed ottenere guadagni, a patto che vengano adottate alcune accortezze.

 

 Data la fase di grande incertezza, è consigliabile approcciare al mercato azionario dopo una fase di storno piuttosto che una rialzista: l’economia reale, purtroppo, non fornisce dati confortanti ed i mercati si muovono perlopiù su rumors ed interventi di politica monetaria espansiva da parte della Banche centrali

 

È altamente consigliato fissare dei stop loss e dei take profit nel momento stesso in cui si effettua l’acquisto di un titolo quotato in Borsa. Ma cosa significano questi due termini? Per stop loss si intende quel valore, in una fase ribassista, oltre al quale è indispensabile vendere il titolo, per evitare che lo stesso si deprezzi ulteriormente. 

 

Il take profit, invece, è quel limite, in una fase rialzista, oltre al quale si ritiene soddisfacente il guadagno e si procede, quindi, alla vendita del titolo. Una volta fissati questi due paletti, il trader è tenuto a rispettarli rigorosamente, senza cadere nella tentazione di non vendere il titolo sperando che il prezzo risalga (quando sta perdendo) o di mantenerlo sperando che prosegua il trend rialzista (quando sta guadagnando).