Un confronto diretto, serrato e senza filtri tra i candidati sindaco Michele Sodano, Giuseppe Di Rosa e Dino Alonge e l’Ordine delle professioni infermieristiche ha animato la sede dell’Opi, dove si sono svolti gli incontri dedicati ai temi della sanità territoriale, dell’assistenza di prossimità e del ruolo strategico degli infermieri nella rete dei servizi. All’appuntamento non ha preso parte il candidato Luigi Gentile che, come comunicato dall’Ordine, ha manifestato “profondo dispiacere” per l’impossibilità a partecipare.
“La collaborazione permanente tra gli Ordini delle professioni infermieristiche e le istituzioni è un pilastro fondamentale della normativa italiana (Legge 3/2018) che configura gli Opi come organi sussidiari dello Stato – ha spiegato il presidente Occhipinti durante l’apertura dei lavori –. Questa sinergia è orientata alla tutela della salute pubblica, alla valorizzazione della professione e alla pianificazione sanitaria e, in questo contesto, è utile un dialogo con l’Amministrazione comunale per la creazione di una rete riconosciuta tra i servizi sociali del Comune e le strutture sanitarie. L’interlocuzione tra i Comuni, gli Opi e le istituzioni sanitarie, infatti, è un pilastro fondamentale per la gestione della salute territoriale, specialmente nel contesto attuale che mira a superare l’approccio ospedalocentrico”.
“L’infermiere è l’operatore sanitario presente in ogni contesto assistenziale e, oggi più che mai, è la figura indispensabile per la gestione della sanità di prossimità poiché garantisce una presa in carico globale del paziente per portare le cure più vicino alle case dei cittadini. Gli infermieri – conclude Salvatore Occhipinti – si propongono come attori chiave non solo nelle cure ma anche nella prevenzione e nell’educazione sanitaria, collaborando con i Comuni per la sicurezza e la salute mentale nei contesti domestici.
Alla domanda: “Cosa cambierebbe nella sanità agrigentina?” i candidati hanno risposto così.
Dino Alonge: “In qualità di sindaco, qualora io venissi eletto, vorrei avere una maggiore interazione con la sanità e solleciterei una presenza più forte sull’assistenza medica. Una connessione per assicurare ai cittadini, ad esempio, un’implementazione del servizio di Pronto soccorso che è un posto di frontiera, le unità mobili nei posti della movida durante il fine settimana e, comunque, in generale per la sensibilizzazione sui temi come le dipendenze che possono avere una copertura assicurata su tutto il territorio”.
Giuseppe Di Rosa: “Da sindaco del Comune di Agrigento non disconosco la legge, conosco la legge e il sindaco è il responsabile anche della sanità comunale. Applicheremo le leggi, faremo applicare le leggi, saremo a difesa sicuramente dei lavoratori e degli ammalati. Ad Agrigento c’è qualcosa che non quadra, c’è qualcosa che non va bene, la sanità va rilanciata ma prima di tutto legalizzata. Noi saremo per la legalità e porteremo legalità, efficienza e sicuramente trasparenza”.
Michele Sodano: “Un’occasione utilissima di confronto anche per comprendere qual sia il ruolo del Comune nella valorizzazione dei nostri infermieri che possono fare tanta formazione e ci chiedono di aumentare la continuità territoriale, di lavorare negli ambulatori e questa è l’occasione giusta per parlarne e comprendere, appunto, come migliorare la sanità nella provincia di Agrigento. Ovviamente è un tema regionale molto forte. Io sono convinto di una cosa: fuori la politica della sanità perché, piuttosto che fornirci una sanità efficiente, ha utilizzato la sanità spesso come bancomat. Noi vogliamo una sanità meritocratica, trasparente, efficiente. Ad Agrigento abbiamo problemi gravi: veniamo proprio adesso da un blitz all’ospedale di Agrigento perché attraverso il Pnrr le Asp di mezza Sicilia hanno rinnovato il parco macchine degli acceleratori lineari. Questo ad Agrigento non è stato fatto: abbiamo solamente una macchina che ha 15 anni e non permette la continuità nell’erogazione delle terapie, motivo per cui l’impegno deve essere a 365 gradi affinché i cittadini di Agrigento e tutto il bacino, ricordiamoci che c’è circa mezzo milione di utenza che affluisce al San Giovanni di Dio”.
“Questa iniziativa nasce dalla volontà di ascoltare, capire e costruire insieme una visione di sanità che metta davvero al centro i cittadini e chi ogni giorno li assiste Il dialogo con chi si candida a guidare la città è un passaggio fondamentale per rafforzare la collaborazione istituzionale e per garantire una sanità territoriale più vicina, più efficace e più giusta. A tal proposito – conclude il presidente Occhipinti – i tre candidati sindaci hanno dato la propria disponibilità a collaborare con l’Opi, istituendo un tavolo permanente con tutte le professioni sanitarie”.
Segui il canale AgrigentoOggi su WhatsApp
