I giudici della Corte di Cassazione hanno dichiarato inammissibile il ricorso presentato da una donna agrigentina di 45 anni. Il provvedimento conferma il rigetto, da parte del Tribunale di Agrigento, dell’istanza per revocare l’ordine di demolizione di un immobile situato nel centro di Palma di Montechiaro. L’abbattimento era stato stabilito in via definitiva da una sentenza penale emessa dal Tribunale di Agrigento.
La difesa della 45enne aveva chiesto l’annullamento del provvedimento sostenendo che la demolizione fosse tecnicamente impossibile. Secondo gli avvocati, l’intervento avrebbe danneggiato la stabilità dell’intero edificio, mettendo in pericolo la sicurezza dei residenti che abitano nelle parti regolarmente autorizzate del fabbricato. La Suprema Corte ha tuttavia ritenuto le argomentazioni infondate.
Dalle verifiche è emerso che l’immobile in questione è stato acquisito al patrimonio del Comune di Palma di Montechiaro.
Il nodo della proprietà e l’assegnazione temporanea
Questo passaggio di proprietà ha fatto decadere il diritto della donna di presentare ricorso, dal momento che non risulta più proprietaria del bene. L’immobile era stato in seguito assegnato al nucleo della stessa famiglia dopo il riconoscimento di un interesse pubblico ritenuto prevalente, ma questa misura non ha cancellato l’efficacia dell’ordine di demolizione disposto dai giudici. Con la decisione della Cassazione, il provvedimento di abbattimento diventa definitivo.
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