Come attrezzarsi per lavorare il legno in piccoli spazi

Buona parte delle persone che nutrono il desiderio di dedicare parte del loro tempo libero al bricolage e alla lavorazione del legno sono frenate dalla mancanza di uno spazio adeguato da destinare a questa attività.

La buona notizia è che non serve per forza avere una rimessa o un garage, basta anche una stanza di piccole dimensioni infatti, a patto che si sappia come organizzare lo spazio in maniera intelligente e quali attrezzature acquistare in modo da ridurre al minimo l’ingombro.

 

Gli arredi funzionali

Creare un laboratorio artigianale in una stanza di 15-20 metri quadrati non è un’impresa impossibile, ma per farlo bisogna partire da un progetto che suddivida con attenzione gli spazi e sfrutti adeguatamente le superfici verticali.

Le parti alte delle pareti infatti, di solito sono spazi morti che raramente vengono utilizzati a dovere; applicando delle mensole da raggiungere con l’ausilio di una piccola scala, però, è possibile creare degli punti di stoccaggio per elettroutensili o per i materiali da lavorare.

Un banco da lavoro di dimensioni adeguate deve essere posizionato obbligatoriamente, ma anche in questo caso è possibile adottare una soluzione intelligente; bisogna prendere in considerazione l’idea di creare un banco pieghevole, così da poterlo sollevare e tenerlo ancorato al muro con dei ganci. Sarà così possibile rimuovere l’ingombro del banco quando questo non ha necessità di essere adoperato.

L’uso di arredi funzionali, inoltre, è di grande aiuto nel guadagnare ulteriore spazio; i pannelli portautensili sono il classico esempio, oltre a permettono lo stoccaggio di una maggiore quantità di attrezzi, utensili e minuterie, infatti, incrementano anche la praticità in quanto ne facilitano l’accessibilità.

 

Elettroutensili e macchine stazionarie

Prima di rinunciare a priori all’acquisto di una macchina stazionaria provate a fare un po’ di ricerche su internet, magari su siti di interesse come https://espertoutensili.com/; dando un’occhiata approfondita, infatti, potreste stupirvi nel vedere che esistono tutta una serie di seghe a nastro, seghe da banco, troncatrici radiali, trapani a colonna e altre attrezzature che possiedono dimensioni estremamente compatte e si possono spostare facilmente all’occorrenza.

Alcune di queste macchine, inoltre, hanno caratteristiche multifunzionali, come per esempio le troncatrici radiali dotate di un ulteriore piano di appoggio, che le rende fruibili anche come seghe da banco, oppure le pialle a filo e spessore di dimensioni ridotte.

Il vantaggio offerto da queste attrezzature è duplice, perché oltre a occupare poco spazio e poter essere facilmente movimentate, permettono di eseguire lavorazioni più complesse e di conseguenza incrementano la gamma di lavorazioni possibili.

Un ulteriore pregio posseduto dagli elettroutensili compatti e polifunzionali, inoltre, è quello di essere azionati da motori monofasici con una tensione di 230V-240V, quindi possono essere tranquillamente collegati alla rete elettrica domestica.

 

Rumore e polvere

L’aspetto più delicato da considerare quando si desidera allestire un laboratorio artigianale in ambiente domestico, invece, è quello collegato alla generazione di rumore e alla produzione di scarti di lavorazione, in particolar modo polveri e trucioli.

Per quanto riguarda il rumore le soluzioni possibili sono poche, purtroppo; a parte il consiglio di orientarsi verso l’acquisto di elettroutensili azionati da motori a induzione al posto dei tradizionali brushless, infatti, l’unico accorgimento che si può prendere è quello di insonorizzare l’ambiente nei limiti del possibile.

L’insonorizzazione è del tutto efficace solo se l’ambiente è a tenuta, infatti, mentre i laboratori artigianali, anche quelli domestici, hanno l’obbligo di essere ben aerati in modo da evitare l’accumulo delle polveri nonché delle esalazioni prodotte dalle sostanze chimiche utilizzate di solito nella lavorazione del legno, come colle e vernici.

Per quanto riguarda le polveri, i truciolati e gli scarti solidi di lavorazione, invece, è consigliabile munirsi di un buon aspirapolvere da collegare volta per volta alle macchine utilizzate; collegare l’aspiratore all’elettroutensile significa facilitare notevolmente le operazioni di pulizia, in quanto solo una minima parte delle polveri prodotte dalla macchina finiranno disperse nell’ambiente di lavoro.

È bene ricordare anche che lo smaltimento degli scarti di lavorazione del legno segue una procedura diversa da quella solitamente utilizzata per i rifiuti domestici, quindi in base alla frequenza e alla quantità di scarti prodotti, bisogna trovare una soluzione consentita dalla legge.

Tutti questi accorgimenti, incluso quello della corretta aerazione dello spazio di lavoro, rivestono particolare importanza soprattutto se il laboratorio si trova sullo stesso livello dell’abitazione o a ridosso della stessa; ma ovviamente devono essere applicati anche agli ambienti singoli come le rimesse e i garage, che però sorgono in un contesto urbano e sono quindi circondati da altre abitazioni o edifici.