Cocaina dalla Calabria ad Agrigento e Lampedusa: agrigentini nei guai

La cocaina arriva in Sicilia dalla Calabria, da Palermo veniva poi smistata per raggiungere Agrigento e successivamente Lampedusa. La polizia ha arrestato 15 persone che a vario titolo sarebbero responsabili di un vasto traffico di coacaina. Secondo gli agenti lo smercio dello stupefacente nelle varie province era garantito da una cerchia di corrieri, che facevano gli ambulanti ma erano di fatto dei pusher. Girando per i mercati rionali, potevano spostare la droga senza destare sospetto. Dalle indagini è emerso che non mancavano fonti di approvvigionamento locali, come la piantagione indoor di marijuana scoperta e sequestrata a Villafrati nel 2017.

L’indagine, coordinata dalla Procura della Repubblica di Palermo –Direzione Distrettuale Antimafia, ha fatto luce su un giro di cocaina che dalla Calabria, dopo essere stata acquistata dai palermitani, tramite pusher veniva smistata anche in provincia di Agrigento, arrivando addirittura all’isola di Lampedusa.

Le accuse, a vario titolo, sono associazione a delinquere finalizzata allo spaccio di sostanze stupefacenti.

In carcere finiscono Davide Licata, 32 anni di Grotte, e  Salvatore Capraro, 29 anni di Agrigento; Calogero Vignera, 35 anni, va agli arresti domiciliari mentre per Angelo Cardella scatta l’obbligo di dimora.

Le indagini, coordinate dalla Direzione Distrettuale antimafia di Palermo, prendono il via nel 2016 e si protrae fino al dicembre dello scorso anno: secondo gli inquirenti ci sarebbe stata una vera e propria associazione a delinquere dedita al traffico e spaccio di sostanze stupefacenti del tipo cocaina, hashish e marijuana reperite, tra l’altro, in territorio calabrese e destinate poi ad essere smerciate presso il mercato palermitano, agrigentino  e dell’isola di Lampedusa.

Promotori dell’associazione sarebbero Salvatore e Giuseppe Bronte, cugini palermitani di 49 e 24 anni, che si sarebbero occupati dell’acquisto dello stupefacenti dal calabrese Domenico Stilo; accanto al duo Bronte ci sarebbe stato anche Gaetano Rizzo, 31enne del rione “Villaggio Santa Rosalia”: il compito di quest’ultimo sarebbe stato quello di organizzare i viaggi e i trasporti della droga e mantenere i contatti con gli agrigentini Davide Licata e Salvatore Capraro. Quest’ultimo, da giugno a settembre 2016, avrebbe effettuato diversi viaggio tramite motonave che parte da Porto Empedocle andando a rifornire anche Lampedusa.

Tra gli acquirenti di stupefacente sul mercato agrigentino, oltre a Davide Licata  e Salvatore Capraro, emergeva  Angelo Cardella, il quale riceveva lo stupefacente anche da Ivan La Spisa, parente di Gaetano Rizzo.