Ciao Nadia, radiosa iena

“Ho sempre creduto che la vita fosse disporre sul tavolo, nel miglior modo possibile, le carte che ti sei trovato in mano.
Invece all’improvviso ne arriva una che spariglia tutte le altre, e la vita è proprio come ti giochi quell’ultima carta”.
Questo l’incipit di Fiorire d’inverno, cui Nadia Toffa affida la sua voce ed il suo cuore, le sue parole mai impaurite ma cariche di speranza ed energia, per narrare dei suoi giorni e del male che si è impossessato di lei. Tumore al cervello. Diagnosi paurosa solo a pensarsi.

Immagino e indosso per un istante la pelle di chi, come Nadia, questa bionda giovane guerriera, popolare giornalista e conduttrice, una delle protagoniste del programma televisivo le Iene, l’ha vissuta e combattuta giorno per giorno, fronteggiando fino alla fine la malattia.
Ha la mia età Nadia Toffa, e i giorni per lei hanno smesso di scorrere su questa terra.

I suoi cari seguiteranno a contare momenti e compleanni di lei, che seguiterà, sono certa, a festeggiarli lassù dove troppo presto è volata.
La speranza di trovare una cura valida e durevole brilla negli occhi di chi crede fermamente e desidera guarire dal cancro.
Per seguitare nel cammino con forza nell’animo e nel fisico.
Con una testimonianza ferrea di amore e gioia di vivere.

Come lei, gran donna e talentuosa professionista, ha fatto fino allo stop che il male le ha irrimediabilmente imposto. Quell’alt che spegne il suo sorriso ma mai ne offuscherà il ricordo.

La immagino ancora con quei suoi occhioni grandi quanti il suo sorriso al trucco poco prima di andare in onda, rivedo i suoi post sui social immediati e dritti al cuore, nel raccontarsi nel suo quotidiano vivere e fronteggiare il suo calvario.

Sembrava di viverle accanto, un’amica virtuale ma vicina al cuore, nelle sue debolezze causate dalla forte cura alternate alle conquiste felici.
Piena e lieta dell’essenza concreta del suo vivere. Al mondo meravigliosa ragazza. La tua assenza ci adombra l’anima.
E ci chiediamo tutti perché, impossibile giustificare un senso che non c’è, in tutto questo. Una roulette beffarda, o Lui, che chiama a se’ le anime più belle, gioioso di averle accanto.

O un maledetto caso che non lascia scampo.

La vivida speranza è nella scienza, che progredisca nella ricerca e rianimi chi affonda nel baratro, donando luce e vita. L’abbraccio è, caloroso e sincero, per i genitori di Nadia, per chi la ama e per lei soprattutto, che’ la terra le sia lieve, che il suo sorriso intenso doni benessere li’, dove non albergano dolore e pianto. Dove è pace e amore. Ciao meravigliosa quarantenne, ciao grintosa Nadia.