Chiusure di esercizi irregolari : pugno duro della polizia locale

Si inasprisce sempre di più la lotta ed il contrasto alle irregolarità e alle violazioni in termini di autorizzazioni e normative nell’ambito del commercio: negli ultimi giorni, in seguito a controlli effettuati da personale della Polizia Locale di Agrigento, il dirigente del Settore II (Trasparenza, attività produttive e Sicurezza Urbana) Cosimo Antonica ha firmato ben tre chiusure ed una sospensione per altrettante attività commerciali. 

In seguito ad una relazione di servizio del 20 dicembre scorso la Polizia municipale ha accertato che C. N., rappresentante di un’attività in viale Leonardo Sciascia a Villaggio Mosè (ma con sede legale a Modena), “effettuava l’apertura di media struttura di vendita di circa 300mq senza la prescritta autorizzazione amministrativa rilasciata dal Comune” e pertanto si è provveduto all’immediata chiusura dell’esercizio commerciale.

Provvedimento di chiusura anche per un’azienda agricola con sede a Villaggio Mosè ma di proprietà di un favarese: il 4 gennaio scorso, durante un controllo della Polizia locale, veniva richiesta documentazione necessaria per l’accertamento dei requisiti di svolgimento dell’attività ma – suddette autorizzazioni – non sono state fatte recapitare neanche dopo i dieci giorni concessi di proroga. Pertanto si è provveduto alla sospensione immediata dell’attività con un termine di 15 giorni fissato per presentare tutta la relativa documentazione pena ordinanza di chiusura.

Sospensione anche per un noto bar del centro di Agrigento lungo il Viale della Vittoria: il 13 novembre l’attività era stata sottoposta a controllo sulla somministrazione di bevande e alimenti ma, nonostante fossero stati fissati in ulteriori 15 giorni i termini per allegare documentazione, ciò non è avvenuto. Infine guai anche per un’attività di Viale Cannatello di proprietà cinese: la contestazione, in seguito ad un controllo svolto il 20 dicembre scorso, è quella di “aver effettuato apertura di una media struttura di vendita non alimentare senza le autorizzazioni rilasciate dal Comune”. In questo caso la chiusura dell’attività è stata immediata.