Certezza dei pagamenti per i tecnici, dibattito promosso dall’Ordine degli Ingegneri

Certezza dei pagamenti per i tecnici, dibattito a Favara sulla nuova norma regionale promosso dall’Ordine degli Ingegneri

L’articolo 36 della Finanziaria lega il rilascio dei titoli abilitativi da parte degli enti locali ad una certificazione di avvenuto pagamento del tecnico che ha redatto il progetto

Importante pomeriggio di confronto ieri a Favara sul tema della certezza dei pagamenti per i professionisti tecnici e sul nuovo legame imposto dall’articolo 36 della “finanziaria” regionale con il rilascio del titolo abilitativo da parte dei Comuni.

L’incontro, svoltosi al castello Chiaramonte, è stato voluto dall’Ordine degli Ingegneri di Agrigento insieme alla rete delle professioni tecniche, con la presenza di un parterre di altissimo profilo.

A relazionare su vari aspetti, senza rinunciare anche ad individuare le criticità potenziali in fase di applicazione della norma, sono stati l’architetto Rino La Mendola, dirigente capo del Genio civile di Agrigento (tra i primi enti ad applicare la norma in Sicilia);  il presidente dell’Ordine degli Ingegneri di Palermo, Vincenzo Di Dio, che ha parlato del ruolo degli Ordini per una “politica di crescita del professionista ingegnere”;  il componente della Consulta degli Ordini degli Ingegneri di Sicilia, Nunzio Santoro, che è entrato nel merito dell’articolo 36 e ha fatto un excursus sulle altre norme regionali e l’avvocato amministrativista  Giuseppe Ribaudo, che è entrato nel merito delle questioni da un punto di vista giurisprudenziale, allargando il ragionamento al tema del doppio parere di conformità urbanistica richiesto per gli abusi edilizi. I lavori sono stati moderati dal presidente dell’Ordine degli Ingegneri Alberto Avenia.

Presente anche una importante delegazione dei parlamentari regionali del Movimento 5 Stelle, che hanno proposto e sostenuto all’Ars l’approvazione dell’articolo sulla certezza dei pagamenti, composta da Gianina Ciancio, Giampiero Trizzino, Giovanni Di Caro e Stefano Tancredi. Gli stessi deputati hanno evidenziato come si è già al lavoro per modificare la norma eliminando alcune potenziali criticità che si potrebbero porre in fase di applicazione e che, in parte, si sono già poste.

Ma di cosa si tratta concretamente?  A partire da febbraio scorso gli enti pubblici, al momento di rilasciare i titoli abilitativi o autorizzativi ad un privato, devono prima acquisire una certificazione da parte del professionista che ha sottoscritto il progetto che attesti il pagamento delle spettanze dovute. L’assenza di questa certificazione rappresenta un motivo ostativo al completamento della pratica, che rimane inevasa fino a che non viene appunto fornita questa dichiarazione.

Un provvedimento di “dignità”, è stato evidenziato dagli intervenuti, che era necessario per tentare di frenare un fenomeno estremamente diffuso e degradante per le professioni di ingegneri, architetti, agronomi, geologi e geometri.

“Sono particolarmente soddisfatto della riuscita di questo importante seminario – spiega il presidente dell’Ordine degli Ingegneri, Alberto Avenia – sia per la qualità dei relatori intervenuti sia per l’importanza dei temi trattati. L’articolo 36 alla legge 1/2019 rappresenta certamente un punto di partenza per tutelare sempre di più la professione tecnica da fenomeni distorsivi che in questi anni hanno preso sempre più piede e ai quali, a livello locale, l’Ordine degli Ingegneri sta ponendo freno”.