Dopo lo scioglimento della Fondazione Agrigento 2025, il sindaco guarda alla destinazione delle risorse residue e chiarisce i rapporti con il Consiglio comunale
Sodano-centrodestra, dialogo sì ma senza matrimonio: «Nessun apparentamento»
Dopo lo scioglimento della Fondazione Agrigento 2025, il sindaco guarda alla destinazione delle risorse residue e chiarisce i rapporti con il Consiglio comunale. In ballo, al termine della liquidazione, circa mezzo milione di euro: «Progetti dall’impatto misurabile». E sulle aperture arrivate dall’Aula precisa: «La disponibilità al confronto non va confusa con un’intesa politica». Spataro (FdI) chiarisce: «Nessuna interlocuzione con il sindaco».
AGRIGENTO – La Fondazione Agrigento 2025 è ormai al capolinea. Ma lo scioglimento approvato dal Consiglio comunale apre due questioni che accompagneranno l’amministrazione nei prossimi mesi: come utilizzare le risorse residue e quale rapporto costruire con un Consiglio comunale a maggioranza di centrodestra.
Sul primo punto il sindaco Michele Sodano ha già indicato la strada. Al termine della liquidazione, nelle casse del Comune potrebbero tornare circa 500 mila euro. Risorse che, secondo il primo cittadino, dovranno essere destinate a iniziative capaci di produrre risultati concreti. Sodano parla di «progetti dall’impatto misurabile» e indica alcuni criteri: rapporto tra costi e benefici, partecipazione, attrattività, coinvolgimento delle realtà locali e ricadute economiche e turistiche.
Non solo la Giunta, però. Il sindaco conferma di avere accolto la richiesta del Consiglio comunale di partecipare alla presentazione delle proposte. Un’apertura che arriva dopo gli interventi di Marco Vullo, per l’MPA, e Pasquale Spataro, per Fratelli d’Italia, entrambi intervenuti nel dibattito sulla necessità di una maggiore collaborazione tra Aula e amministrazione.
Ed è qui che il messaggio del sindaco assume un significato prettamente politico. Sodano ringrazia il Consiglio per il «confronto collaborativo e istituzionale», ma precisa subito che questo non significa avviare un nuovo rapporto politico con il centrodestra. «La disponibilità al confronto non va però in alcun modo confusa con un’intesa o un apparentamento politico con i partiti del centrodestra», scrive.
Il messaggio è dunque chiaro: dialogo sui provvedimenti, nessuna alleanza. Il sindaco rivendica la necessità di «svestire la maglia del proprio partito e indossare quella di Agrigento», valutando le proposte nel merito e non in base a chi le presenta. Una linea che, nei prossimi mesi, dovrà inevitabilmente confrontarsi con la realtà dei numeri in Consiglio comunale.
La chiusura della Fondazione mette quindi in moto una nuova partita. Da una parte ci sono le risorse, che dovranno essere quantificate definitivamente dopo la liquidazione; dall’altra un Consiglio che vuole avere voce nella scelta dei progetti. Il terreno per una collaborazione istituzionale sembra esserci, ma Sodano ha già fissato il confine politico: adesso saranno i provvedimenti e i voti in Aula a dire se la collaborazione invocata potrà diventare una prassi.
Leggi anche: Spataro (FdI) chiude a Sodano: «Nessun asse, no ad alleanze per la poltrona»
A chiarire ulteriormente il quadro interviene Pasquale Spataro di Fratelli d’Italia, che dopo l’articolo pubblicato da AgrigentoOggi sul suo intervento in Consiglio precisa la propria posizione: «Non esiste alcuna interlocuzione con l’attuale sindaco, di qualsiasi natura. Noi siamo disponibili a realizzare cose nell’interesse della città, ma no ad alleanze innaturali solo per la poltrona». Una precisazione che Spataro definisce esplicitamente una «specificazione e smentita» rispetto alla lettura politica data alle sue parole.
Circa mezzo milione di euro e una domanda che resta sullo sfondo: riuscirà la politica agrigentina a trasformare le risorse rimaste dalla Capitale della Cultura in qualcosa di realmente utile alla città, mantenendo separati dialogo istituzionale e alleanze politiche?
Segui il canale AgrigentoOggi su WhatsApp
