I giudici della prima sezione del Tar Sicilia hanno respinto l’istanza di sospensione presentata da un società concorrente confermando l’efficacia degli atti che hanno consentito il trasferimento del Centro di riabilitazione Craparo dalla sede di Agrigento a quella di Favara. La vicenda trae origine dalla decisione della struttura sanitaria di trasferire sede operativa e accreditamento dai locali di via Imera ad Agrigento a quelli di via Treves a Favara. Dopo un primo annullamento parziale disposto dal Consiglio di giustizia amministrativa per carenza di motivazione, l’Asp di Agrigento ha riesaminato la pratica ribadendo il proprio nulla osta.
Secondo l’Azienda sanitaria lo spostamento non ha determinato carenze assistenziali nel capoluogo, dove la presenza di altre strutture pubbliche e private sarebbe sufficiente ad assorbire la richiesta. Al contrario, il trasferimento avrebbe contribuito a riequilibrare l’offerta di servizi riabilitativi sul territorio colmando uno svantaggio storico per l’utenza di Favara. Il Centro Craparo, assistito dagli avvocati Girolamo Rubino e Giuseppe Impiduglia, ha sostenuto la piena legittimità dell’azione amministrativa evidenziando come l’Asp abbia correttamente riesaminato la situazione sulla base dei dati disponibili al momento della richiesta originaria.
Nella nuova sede, inoltre, la struttura garantirebbe un volume di prestazioni superiore rispetto a quello erogato in precedenza ad Agrigento. Il Tar ha ritenuto insussistenti i presupposti per sospendere i provvedimenti impugnati osservando che il danno economico lamentato dalla società concorrente non costituisce un pregiudizio grave e irreparabile, poiché eventualmente risarcibile in caso di esito favorevole nel giudizio di merito.
Segui il canale AgrigentoOggi su WhatsApp
