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Home » dalla provincia » Caro-gasolio, scoppia la rivolta dei trattori. Carmina: “Governo al capolinea”

Caro-gasolio, scoppia la rivolta dei trattori. Carmina: “Governo al capolinea”

28 Settembre 2026
in dalla provincia
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Un gruppo di agricoltori, aderente all’associazione Agrisat, sta protestando contro il caro-carburante lungo la strada statale Palermo-Agrigento. Dopo un sit-in nei pressi dello svincolo di Bolognetta i manifestanti hanno bloccato il traffico. “Impossibile coltivare terreni col gasolio a questi prezzi, a noi debbono dare il gasolio a un prezzo politico perché altrimenti rimarrà tutto abbandonato”, dicono i manifestanti. Gli agricoltori di Gela e Niscemi scendono in piazza contro il caro carburante. Questa mattina i produttori locali hanno parcheggiato i loro trattori lungo la strada statale Catania-Gela, all’altezza del bivio di Ponte Olivo, a pochi chilometri da Gela. Una protesta del tutto pacifica, che non ha bloccato il traffico veicolare.

Anche il Comitato degli autotrasportatori siciliani ha proclamato il fermo dei trasporti e non movimenterà i propri semirimorchi nei porti della Sicilia a partire della mezzanotte del 16 ottobre per cinque giorni fino alla mezzanotte del 20 ottobre. “Fermi i camion nei piazzali delle aziende fino a quando il Governo non darà delle risposte”, afferma il Comitato in una nota.

“La situazione è ormai fuori controllo. Oggi gli agricoltori siciliani sono arrivati a bloccare con i trattori la statale Palermo-Agrigento e sono in corso altre proteste nell’Isola. Nel frattempo, pescatori e marinerie annunciano nuovi fermi. Non sono proteste estemporanee: sono il grido d’allarme di settori che stanno letteralmente affondando sotto il peso del caro carburanti”. Lo dichiara la deputata del Movimento 5 Stelle Ida Carmina. “Agricoltura e pesca sono due comparti vitali per l’economia siciliana e per la sicurezza alimentare del Paese. Se il gasolio arriva a costare cifre incompatibili con la sostenibilità delle attività produttive, significa che migliaia di imprese sono costrette a lavorare in perdita o a fermarsi”.

“E mentre gli operatori scendono in strada perché non riescono più a sostenere i costi – continua la deputata -, dal Governo nazionale continuiamo ad assistere a risposte insufficienti e a misure tampone. È paradossale – prosegue Carmina – che a intervenire per calmierare i prezzi siano innanzitutto iniziative autonome di grandi operatori come Eni e IP. Sono interventi che possono dare un sollievo immediato, ma che per loro stessa natura non possono sostituire una politica pubblica. Quando interi comparti produttivi chiedono aiuto, non ci si può affidare alla buona volontà delle aziende private. Il Governo avrebbe dovuto mettere in campo da tempo una strategia strutturale, a partire dalla tassazione degli extraprofitti, per recuperare risorse adeguate e finanziare interventi realmente incisivi a sostegno delle imprese e delle famiglie”.

“Invece assistiamo ancora una volta a una politica che non riesce ormai neanche a rincorrere le emergenze dopo averle lasciate esplodere. E l’autunno rischia di essere ancora più drammatico. Alle difficoltà del carburante si sommano quelle del costo dell’energia e del gas, che rischiano di mettere ulteriormente in ginocchio imprese e famiglie. Agricoltori, pescatori, autotrasportatori e lavoratori non chiedono propaganda: chiedono di poter continuare a lavorare. Il Governo Meloni è arrivato al capolinea di una legislatura segnata da sola propaganda e nessun intervento sui problemi reali del Paese. Quando gli agricoltori sono costretti a bloccare le strade e i pescatori minacciano di lasciare le barche nei porti, non è più possibile fingere che vada tutto bene. Il Governo si assuma finalmente le proprie responsabilità e metta in campo risorse e misure straordinarie: perché qui non è in gioco soltanto il reddito di una categoria – conclude Carmina -, mail futuro di interi settori produttivi e la possibilità stessa di produrre cibo in Sicilia”.

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Tags: gasolioGovernorivoltatrattori
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