Si è svolto ad Agrigento, presso la Sala Zeus del Museo Archeologico “Pietro Griffo”, il convegno territoriale “Cantiere Comunità: la responsabilità collettiva del reinserimento”, un momento di confronto istituzionale di alto profilo tra sistema penitenziario, enti pubblici, terzo settore e mondo produttivo. L’iniziativa ha registrato una partecipazione qualificata, confermando la crescente attenzione verso il tema del reinserimento sociale e lavorativo delle persone in esecuzione penale.
Un approccio condiviso e sistemico. Nel corso dei lavori è emersa con forza la centralità di un approccio condiviso: il reinserimento sociale non può essere considerato un processo isolato, ma rappresenta una responsabilità collettiva che richiede il coinvolgimento attivo e coordinato di tutti gli attori istituzionali e territoriali. Il rispetto delle istituzioni e la costruzione di reti solide e collaborative sono stati indicati come elementi fondamentali per garantire percorsi efficaci di inclusione e riduzione della recidiva.
Il progetto RI-Uscire: un modello operativo concreto. Ampio spazio è stato dedicato alla presentazione dei risultati del progetto “RI-Uscire”, promosso da I.So.R.S. – Istituto Sociale di Ricerche e Studi, quale esempio concreto di intervento integrato sul territorio. Il progetto si fonda su una logica di rete che mette in relazione sistema penitenziario, enti pubblici, servizi territoriali, terzo settore e imprese, con l’obiettivo di accompagnare le persone in esecuzione penale verso percorsi di autonomia, inclusione e dignità.
Il report finale è stato presentato da Joseph Zambito, direttore di I.So.R.S. e capofila del progetto, evidenziando l’efficacia di modelli operativi basati sulla collaborazione interistituzionale e sulla valorizzazione delle competenze individuali.
La rete partenariale. Il progetto “RI-Uscire” è realizzato attraverso una rete qualificata composta da: I.So.R.S. – Istituto Sociale di Ricerche e Studi – Soc. Coop. Soc. – E.T.S. (soggetto capofila); Ufficio Locale di Esecuzione Penale Esterna di Agrigento; Casa circondariale “Pasquale Di Lorenzo” di Agrigento; Asp 1 di Agrigento – Centro di Salute Mentale (CSM) e Ser.T.; Aps San Giuseppe Maria Tomasi; Local Impact Aps; Sub Tutela Dei – Società Cooperativa Sociale; Fondazione Mondoaltro; Comune di Agrigento
Istituzioni e territorio: i protagonisti del convegno. Il convegno ha visto la partecipazione di autorevoli rappresentanti istituzionali: Salvatore Caccamo – prefetto di Agrigento, Francesco Micciché – sindaco di Agrigento, Giuseppe Melisenda Giambertoni – presidente del Tribunale di Palermo; Damiano Alessandro – arcivescovo di Agrigento; Gianfranca Claudia Infantino – magistrato di Sorveglianza, Giuseppe Ciulla – presidente Ordine Regionale Assistenti Sociali della Sicilia; Elisabetta Zito – vicario del Provveditore, Amministrazione Penitenziaria, Gabriella Di Franco – direttore Ufficio Interdistrettuale Epe Sicilia, Anna Puci – direttore Casa circondariale di Agrigento, Stefano Papa – direttore Ulepe Agrigento
Testimonianze dei detenuti e delle persone in esecuzione penale esterna. A conclusione della prima parte dell’evento, attraverso la voce dal vivo dell’attore Ignazio Marchese e dai vocali dell’attrice Alessia Di Santo, è stato dedicato uno spazio alle narrazioni dei detenuti e degli utenti dell’Ufficio di esecuzione penale esterna, i cui contenuti hanno emozionato non poco i presenti. Ha coordinato brillantemente i lavori dell’evento Piera Lo Leggio, che ha condotto con
competenza e dinamismo i lavori garantendo un confronto ricco e produttivo.
Dichiarazioni. Stefano Papa – direttore Ufficio Locale di Esecuzione Penale Esterna di Agrigento: “Oggi abbiamo dimostrato che il reinserimento non è un obiettivo astratto: è un percorso possibile quando le istituzioni lavorano insieme, con metodo e con rispetto per la persona. L’esecuzione penale esterna è uno strumento prezioso che produce sicurezza reale per la comunità, e i risultati del progetto RI-Uscire lo confermano con dati concreti”. Anna Puci – direttore Casa Circondariale di Agrigento: “La Casa circondariale di Agrigento crede profondamente nel valore della collaborazione con il territorio. Il carcere non può essere un luogo di sola custodia: deve essere un luogo di cambiamento. Iniziative come RI-Uscire ci permettono di lavorare concretamente per restituire alla società persone più consapevoli e capaci di un futuro diverso”.
La tavola rotonda: “La società libera: il baricentro del reinserimento” Moderata abilmente d Adalberto Catanzaro, la tavola rotonda ha visto la partecipazione di rappresentanti di istituzioni, imprese, enti del terzo settore, ordini professionali e organizzazioni di categoria. È stato ribadito il ruolo centrale della comunità nel sostenere percorsi di inclusione e nel favorire il reinserimento lavorativo. La sessione “Approfondimento Best Practices” ha visto l’intervento anche di Nadia Lodato (Coordinatrice progetto “Jail to Job: Carcere, Imprese e Comunità”) e di tante altre realtà che già collaborano proficuamente con l’Ulepe e con il carcere di Agrigento.
Verso un modello stabile di integrazione. L’evento ha rappresentato un momento di sintesi e rilancio, evidenziando la necessità di consolidare modelli stabili di integrazione tra politiche sociali, lavoro e giustizia. Il progetto “RI-Uscire” si configura come una buona pratica replicabile, in grado di contribuire alla definizione di strategie strutturate per il reinserimento sociale su scala territoriale e nazionale. Il convegno è stato accreditato presso l’Ordine degli Assistenti Sociali, Consiglio Regionale della Sicilia. Il servizio di accoglienza è stato curato dell’I.I.S. “Ambrosini – M. L. King” di Favara.
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