Riflettori puntati sul futuro dell’agricoltura biologica e della sostenibilità a Canicattì, dove l’Istituto di Istruzione Secondaria Superiore “Galileo Galilei” ha ospitato il seminario nazionale dal titolo “L’Agricoltura Biologica e la performance ecosolidale del sistema Sicilia”. Un confronto partecipato tra esperti, istituzioni, studenti e operatori del settore che ha acceso l’attenzione sul ruolo strategico del biologico per lo sviluppo del territorio e per le nuove generazioni.
L’iniziativa si è svolta nella mattinata di oggi, 14 maggio, all’interno dell’istituto scolastico canicattinese, trasformato per un giorno in luogo di dialogo e approfondimento sui temi della sostenibilità ambientale, dell’innovazione agricola e delle prospettive del comparto biologico siciliano.
Ad aprire i lavori sono stati i saluti istituzionali della dirigente scolastica Alessia Guccione e del sindaco di Canicattì Vincenzo Corbo. L’introduzione del seminario è stata affidata al docente Vincenzo Guarneri, referente per la formazione in agricoltura biologica, mentre il coordinamento dell’incontro è stato curato da Lillo Alaimo Di Loro, presidente di Italia Bio.
Al centro del confronto gli interventi tecnici e scientifici dedicati ai modelli di agricoltura sostenibile e alle opportunità di crescita per il territorio. Gli esperti di Italia Bio Dario Brucculeri, Emanuele Silva e Marco Terrana hanno approfondito il tema “Agricoltura biologica e approccio olistico: la performance ecosolidale come opportunità per i giovani e il territorio”, evidenziando il valore strategico del biologico nella valorizzazione delle risorse locali e nella costruzione di sistemi agricoli più resilienti.
Particolare attenzione è stata dedicata anche al comparto vitivinicolo grazie all’intervento dell’enologo Gianni Giardina, che ha illustrato i vantaggi ambientali e le opportunità di mercato offerte dalla viticoltura biologica, settore in cui la Sicilia continua a ricoprire un ruolo di primo piano.
Oltre il 65% della superficie vitata certificata bio italiana si concentra infatti in quattro regioni: Sicilia (28%), Toscana (17%), Puglia (13%) e Veneto (7%).
“Con i suoi 133 mila ettari di vigneti biologici, oltre il 20 per cento dell’intera superficie vitata nazionale – ha ricordato il presidente di Italia Bio, Lillo Alaimo Di Loro – il nostro Paese rappresenta una delle migliori performance mondiali anche rispetto alla biodiversità vinicola ed enologica applicata al sistema produttivo. Circa il 75% della superficie media nazionale vitata è suddivisa tra 80 vitigni coltivati. Un vero primato di racconto e adattabilità del vino italiano rispetto alle variabili territoriali e ai cambiamenti climatici”.
Nel corso della mattinata si sono alternati contributi e momenti di confronto con organizzazioni professionali, produttori biologici, aziende agricole e consumatori, in un dialogo aperto sulle sfide e sulle prospettive future dell’agricoltura biologica in Sicilia.
A conclusione dell’incontro sono stati consegnati gli attestati agli studenti che hanno completato il percorso formativo in agricoltura biologica promosso all’interno dell’Istituto “Galileo Galilei”, progetto che ha coinvolto aziende, tecnici e operatori del settore.
L’iniziativa è stata realizzata nell’ambito del progetto “Bio-ConvItalia – Biologico Conviviale Italiano”, finanziato dal Masaf – Ministero dell’Agricoltura, della Sovranità Alimentare e delle Foreste, con il patrocinio gratuito del Comune di Canicattì.
Segui il canale AgrigentoOggi su WhatsApp
