Come da tradizione alle 13 si è aperto il portone d’ingresso e San Calogero è uscito dal Santuario portato a spalla dai portatori per la processione. Oggi l’ultimo atto di festa. La domenica è iniziata di primo mattino con la Sagra del grano, la processione offertoriale alla quale hanno preso parte i portatori e i fedeli con gli ex voto, i prodotti della terra e dell’artigianato, seguiti dal corteo con i Tammurinara, la banda musicale, i carretti siciliani, le motoape e i muli parati.
Ad aprire il corteo una piacevolissima sorpresa: il ritorno dello storico “paladino” di Agrigento, oggi rappresentato dall’agrigentino Simone Brucceri, “erede” di Fonziu Purtusu, ovvero Alfonso Restivo, che per decenni è stato una vera e propria icona vivente della città, deceduto nell’agosto di quattro anni fa.
Alle 11,30 la Santa Messa alla Basilica dell’Immacolata, presieduta dall’arcivescovo Alessandro Damiano, alla presenza delle più alte cariche istituzionali e delle forze dell’ordine. Presente anche il sindaco Michele Sodano. Poi tutta l’attenzione si è spostata per l’uscita del Santo dal Santuario. Ed è stato l’ennesimo bagno di folla. Il gran caldo non ha scoraggiato migliaia di devoti che hanno aspettato l’uscita del Santo più amato dagli agrigentini.
Apprezzata la “pioggia” di coriandoli sparati da un cannoncino collocato all’esterno del luogo sacro. Una iniziativa quasi come a volere sostituire il lancio del pane ormai scomparso. Il simulacro è stato portato in processione lungo il tradizione percorso piazza Aldo Moro, Porta di Ponte, via Gioeni, via Atenea, piazza Pirandello, via Garibaldi, con arrivo al Santuario dell’Addolorata.
La processione è stata interamente coordinata dal rettore del Santuario Don Gerlando Montana Lampo. Alle 22 la solenne processione serale e a concludere verso la mezzanotte la tradizionale “maschiata” dalla villa del Sole. Quindi il rientro in chiesa. Anche oggi è stato possibile salire sul fercolo per baciare il Santo in quasi tutte le fermate, tranne all’uscita dal Santuario.
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