C.O.D.A.: un film dai buoni sentimenti

Miglior film, secondo i selezionatori degli Oscar 2022, CODA – I SEGNI DEL CUORE ha inopinatamente avuto la meglio su film concorrenti ben più belli e lo si potrebbe definire un film “indolore”: non siamo, di certo, dinanzi al grande Cinema e il tema trattato, una ragazza che dovrà scegliere se continuare a aiutare la propria famiglia composta da sordomuti o abbracciare la propria passione per il canto, è uno di quelli che negli USA acquisisce tanti crediti. Il bullismo subito a scuola, la timidezza nelle relazioni, l’imbarazzo nel mostrare il proprio talento, la fatica di un lavoro che crea sacrifici, responsabilità e poche soddisfazioni. Però CODA (il cui acronimo cercherete in altre più celebrate rubriche) pian pianino prende forma attorno al personaggio di Ruby e a comprimari/e tra cui spiccano le figure dei genitori: l’esuberante Marlee Matlin, già Oscar nel 1987 come Miglior Attrice per FIGLI DI UN DIO MINORE (accanto al compianto William Hurt), e Troy Kotsur che ha conquistato la preziosa statuetta quest’anno come Migliore Attore non protagonista. L’americanissima pellicola prende forma e decolla soprattutto grazie allo sguardo empatico della Regista Sian Heder che si sottrae alla facile caduta nel pietismo alternando momenti molto umoristici a quelli più contemplativi e intimisti della protagonista interpretata dall’inglese Emilia Jones. CODA è un film che suscita calore e anche, a volte, un po’ di facile commozione dove, in fondo, la vera protagonista è la VOCE. La voce di Ruby nella sua doppia valenza: quella che presta ai suoi familiari dando loro la possibilità di lavorare e interfacciarsi col “resto del mondo”; e quella, molto bella, che dà alla diciassettenne del Massachusetts la possibilità di affrancarsi da una vita difficile ma la pone dinanzi al momento di effettuare delle scelte importanti. La musica, il canto, regala alla protagonista una gioia immensa e, quando il maestro di musica la sollecita a dare una spiegazione, lei riesce a esprimersi con il linguaggio muto e gestuale dei sordi perché più congeniale al suo intimo sentire: scelta narrativa un po’ scontata ma che offre a chi guarda il film alcune belle pagine musicali come quella, davvero molto intensa, dell’audizione durante la quale Ruby, accompagnata al piano dal proprio maestro, esegue in modo molto personale “Both Sides Now”’ di Joni Mitchell di fronte alla non più indifferente famiglia. Il film, rifacimento del francese LA FAMIGLIA BELIER (2014) di Éric Lartigau, ha pure vinto il suo terzo Oscar per la Migliore Sceneggiatura non originale.
Ad Agrigento, presso la Multisala Ciak.