Blitz Cooperativa Sociale: 8 misure cautelari tra Agrigento, Licata, Favara e Palma

Nella mattinata di oggi i Carabinieri della Compagnia di Licata, al termine di complessa attività d’indagine, hanno eseguito un’Ordinanza applicativa di misure cautelari emessa dal G.I.P. del Tribunale di Agrigento, su richiesta della locale Procura della Repubblica, all’esito dell’operazione denominata “Stipendi Spezzati”, che ha interessato alcuni appartenenti della “Cooperativa Sociale SUAMI – ONLUS”.

In particolare, sono state tratte in arresto due persone ed applicate altre due misure cautelari di “Obbligo di dimora” ed “Obbligo di presentazione alla polizia giudiziaria”.

Linda-ModicaSalvatore-Lupo-e-Caterina-FedericoLe altre persone coinvolte nell’operazione odierna nata da misura cautelare firmata dal Gip del Tribunale di Agrigento, Alfonso Malato, su richiesta del sostituto procuratore della Repubblica Alessandro Macaluso ed eseguita a Licata dai carabinieri oltre a Caterina Federico, 34 anni, assistente sociale responsabile di fatto della gestione della sede di Licata della “Suami, società cooperativa sociale – onlus” e Salvatore Lupo, 41 anni di Favara amministratore sino al 2016 sono: Maria Barba, 35 anni di Favara, intesa Giusy (domiciliari), Rosa Sferrazza, 67 anni di Favara, nuovo amministratore unico della cooperativa ma di fatto prestanome di Lupo; Veronica Sutera Sardo, 30 anni di Agrigento; Roberto Russello, 41 anni di Favara; Linda Modica, 50 anni di Licata già coinvolta in altra operazione simile; Antonio Cirino 36 anni di Palma di Montechiaro.
Il Gip inoltre ha disposto il sequestro preventivo dei beni, ai fini della confisca per un importo superiore a 37 mila euro, di Rosa Sferrazza, Salvatore Lupo e cooperativa Suami.

“Suami società cooperativa sociale – onlus”, già coinvolta nel gennaio di due anni fa in una inchiesta denominata “Catene spezzate” che aveva bloccato un’attività illegale fatta di violenze ai danni degli ospiti (spesso con disagio) della comunità.
Da quella inchiesta nacque un nuovo filone investigativo che oggi ha portato ad arresti e obblighi di firma e presentazione, riguardante la parte amministrativa e che coinvolge i vertici della cooperativa tra i quali Caterina Federico, 34 anni, (obbligo di firma) assistente sociale responsabile di fatto della gestione della sede di Licata; Salvatore Lupo, 41 anni di Favara (domiciliari) amministratore unico della “Suami, società cooperativa sociale – onlus” ed altre persone.
Si fa specifico riferimento all’accusa di estorsione avendo scoperto gli inquirenti che il personale dipendente veniva pagato in maniera assolutamente irregolare: la cifra ufficialmente indicata in busta paga veniva poi ridotta, quasi dimezzata, attraverso prelievi illegittimi dai conti correnti del personale che all’atto dell’assunzione erano costretti a cedere ai responsabili della cooperativa le carte di credito.

I particolari dell’attività svolta, verranno resi noti nel corso di una conferenza stampa che si terrà in mattinata presso la sede del Comando Provinciale Carabinieri di Agrigento.