Ben 580 i progetti in Sicilia per incentivare le imprese avviate dai giovani imprenditori

Sono oltre 580 i progetti in Sicilia  denominati “Resto al sud” con i quali il  Governo centrale intende incentivare la crescita delle imprese avviate da giovani imprenditori tra 18 ed i  45 anni. 

L’intervento economico previsto e’ di  37 milioni di euro con la probabile creazione di oltre 2.213 posti di lavoro. 

I  risultati della misura di finanziamento di Resto al Sud sono stati illustrati a Palermo in queste ore dal manager di UniCredit e presidente della commissione dell’Abi, Salvatore Malandrino, presso la facoltà di Economia.

Sono numerose le iniziative che prevedono il finanziamento come ad esempio la produzione di beni nei settori dell’industria, artigianato, trasformazione dei prodotti agricoli, pesca, acquacoltura, fornitura di servizi alle imprese e alle persone e turismo.

I richiedenti possono ricevere un finanziamento massimo di 50mila euro per la durata di otto anni, con un periodo di preammortamento di due anni. 

L’agevolazione copre il 100 per cento delle spese ammissibili. 

Presenti all’incontro, tra gli altri,  il Rettore dell’Università di Palermo Fabrizio Micari ed Vicepresidente della Regione siciliana Gaetano Armao. 

I risultati sono molto positivi ha dichiarato il Rettore Micari ma  c’è ancora spazio per rendere la misura più capillare nelle regioni del Sud.

Mi rivolgo direttamente ai ragazzi  riferendosi, sopratutto, al rapporto dello svimez che lascia  il Sud in una condizione devastante. 

Negli ultimi 20 anni, lo Stato, piuttosto che investire sul mezzogiorno ha disinvestito, commettendo l’errore più grave.

Non puntare sulle nuove generazioni e sulla loro capacità di creare famiglia, impresa e futuro e’ stato, senza dubbio un grave errore.

Il Vice Presidente Armao nel corso del suo intervento ha affermato : Al Sud mancano circa 70 miliardi di investimento, i due miliardi di “Resto al sud” non possono che essere l’inizio di una strategia più ampia, diventa , pertanto, fondamentale usare bene questa misura. 

I giovani devono restare al Sud, in special modo in Sicilia, per far crescere le imprese, ma è necessaria una seria politica infrastrutturale:  

Se  un giovane startupper siciliano debba spendere oltre 500 euro di volo  per spostarsi per lavoro, quando i suoi competitor si muovono con meno di un terzo di quella cifra e’ solamente scandaloso. 

Ed in questo il Governo regionale sta facendo il massimo in questa direzione a partire dalla copertura digitale con la banda ultra larga in cui la Sicilia nel 2022  sara’ l’area più infrastrutturata d’Europa, ai fondi comunitari che devono essere spesi per superare il divario tra la Sicilia e le regioni del Nord e  recuperare il vantaggio competitivo.