«Battiato oggi è più presente di quando era in vita»: Francesco Costa racconta l’omaggio di Agrigento
Il direttore del Coro Lirico Siciliano dopo il tutto esaurito al Teatro dell’Efebo: «Non un semplice omaggio, ma una celebrazione della sua musica, della sua poesia e della sua spiritualità»
AGRIGENTO – Non un semplice tributo, ma una celebrazione di Franco Battiato attraverso la musica, la poesia, il pensiero e il legame profondo con la Sicilia. È questo lo spirito con cui il Coro Lirico Siciliano ha portato al Teatro dell’Efebo, nel Giardino Botanico di Agrigento, “Battiato Tribute – La cura dell’eterno”, davanti a un pubblico da tutto esaurito.
A raccontare il senso dello spettacolo è Francesco Costa, direttore del Coro Lirico Siciliano, che individua nella spiritualità il filo capace di unire questo appuntamento alla precedente produzione agrigentina dedicata a Mozart.
«Entrambi gli eventi possono essere accomunati da un filo conduttore, quello della spiritualità. Mozart con la musica trascendente del suo testamento spirituale e, questa sera, la spiritualità di Franco Battiato».
Costa preferisce però non parlare semplicemente di “omaggio”.
«È una vera e propria celebrazione in musica. Celebriamo Franco Battiato in tutti i suoi aspetti: quello filosofico, quello di poeta, quello di musicista e quello siciliano, quindi di uomo innamorato della nostra terra».
Una produzione costruita attraverso linguaggi e suggestioni differenti, con richiami alla musica classica e alla tradizione, nel solco di quella contaminazione che ha caratterizzato l’intera ricerca artistica di Battiato. Ad arricchire il concerto anche la voce mediterranea di Rita Botto.
Nelle parole del direttore entra poi Agrigento e, soprattutto, il luogo che ha ospitato lo spettacolo. Il Teatro dell’Efebo, immerso nel Giardino Botanico e circondato dalla pietra calcarenitica, diventa parte della stessa rappresentazione.
«Tornare in questo teatro è sempre particolare. Siamo immersi nelle pietre della stessa civiltà greca, quelle utilizzate per la costruzione dei templi. È come se tutto si collegasse. Il teatro può diventare una vera energia, quasi un altare sotto le stelle».
Ma è quando il discorso si sposta sull’eredità lasciata dal cantautore siciliano che arriva la riflessione più significativa.
Quanto manca oggi una figura come Franco Battiato, non soltanto alla musica italiana ma più in generale alla cultura del nostro tempo?
«Forse mai come ora Franco Battiato è più presente di quando era in vita. È riuscito ad affermarsi, a imporre il suo messaggio, che continua a divulgarsi e a viaggiare. Penso che la sua presenza sia oggi ancora più costante. Molte volte la stessa fisicità diventa un impedimento: quando invece si diventa luce, non si fa altro che illuminare tutti».
Una frase che sintetizza il senso della serata agrigentina: non soltanto riproporre le canzoni di Battiato, ma riportare sul palco il suo pensiero e quella ricerca spirituale che continua a parlare al pubblico anche dopo la sua scomparsa.
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