Assunzioni a Girgenti Acque, l’inchiesta verso la conclusione

Assunzioni a Girgenti Acque, l’inchiesta verso la conclusione. La vicenda giudiziaria che due anni fa ha coinvolto non solo politici, professionisti, ma anche l’ormai ex prefetto di Agrigento, Nicola Diomede, per questi fatti rimosso e posto a disposizione sarebbe in fase di ultimazione. I coinvolti sono accusati, a vario titolo di associazione a delinquere, corruzione, truffa, riciclaggio e false comunicazioni sociali. Nel settembre scorso è scaduta la proroga alle indagini chiesta dalla Procura per approfondire la faccenda. Ora la prima trance di indagine con 81 persone iscritte.

Le strade che si possono percorrere sono la richiesta di archiviazione o di rinvio a giudizio. L’invio dell’avviso di conclusione indagini, propedeutico alla richiesta di rinvio a giudizio, sarebbe prossima. Un’attesa tecnicamente legittimata dai tempi della giustizia, ma che tiene sia le “vittime” del presunto “giro” affaristico, sia gli stessi indagati in un limbo che non tutti vivono con indifferenza. Aspetta chi chiede giustizia, aspetta chi vuol sapere se dovrà difendersi in un processo.

 Ma c’è di più. Con il primo filone ben delineato, coinvolgendo imprenditori, tre giornalisti, avvocati, politici, portaborse e altri personaggi, le indagini condotte in questi mesi dal procuratore aggiunto Salvatore Vella, con i sostituti Russo e Vetro, coordinati dal procuratore capo Luigi Patronaggio avrebbero portato all’iscrizione sul registro degli indagati di altri soggetti. Quanti non si sa, ma sicuramente si tratta di figure che possono avere avuto un ruolo nella mediazione di quella rete che gli inquirenti ritennero di avere disarticolato ormai più di due anni fa. Da ricordare come nel marzo di due anni fa le Fiamme Gialle passarono al setaccio centinaia di documenti acquisiti in Puglia, in una delle maggiori società di revisione contabile in Italia e tra le più importanti al mondo.