Associazioni dei consumatori: “Sindaco comu finì?”

È un chiaro e schietto “sindaco comu finì” che le associazioni dei consumatori si rivolgono al primo cittadino di Agrigento. In una nota Ilenia Capodici (adiconsum), Manlio Cardella ( Unione consumatori) e Pippo Spataro (CittadinanzAttiva) chiedono “comu finì” sulla conclusione di alcuni progetti. “Come è finita -scrivono- con la consulta dei servizi di pubblica utilità; Con il fiorire delle lapazze in ogni angolo di questa città; Con l’AICA, dove i cittadini sono stanchi di mmiriacarsi dalla troppa acqua che gli arriva; Con la manutenzione di strade e marciapiedi ridotte a “Reggie Trazzere”; Con il centro storico che ad ogni pioggia ne perde un pezzo; Con la spazzatura  in ogni dove…la dobbiamo considerare anch’essa patrimonio dell’umanità?

Con la via Atenea, da salotto buono della citta a ripostiglio. Con le buche  sulle strade, transennate ormai dalle storiche lapazze, diventate il fiore all’occhiello di questa amministrazione.  Con i  posti di “SOTTOGOVERNO” sono stati tutti accontentati oppure è rimasto ancora fuori qualcuno? Con la realizzazione dell’ambulatorio veterinario comunale, per la sterilizzazione e microchippatura di cani e gatti randagi,  la cui apertura viene rimandata di mese in mese. Meglio far pagare agli agrigentini 300 mila euro  per il mantenimento dei cani randagi al canile privato di Siculiana, piuttosto che provvedere alla realizzazione di un rifugio comunale. Un dubbio però ci assale: trattasi di menefreghismo  o di manifesta incapacità?  Quante belle promesse prima delle elezioni.  Che desolazione vedere Agrigento- concludono i tre- la più bella città dei mortali, scivolare di anno in anno nelle  classifiche delle città dove si vive peggio e male”.