Applausi scroscianti al Pirandello per “Il Piacere dell’Onestà”

Un pubblico entusiasta per l’opera di Liliana Cavani, definita l’autrice dello spettacolo più bello e interessante della scena nazionale.

Sabato 13 e domenica 14 Aprile al Teatro Pirandello di Agrigento è andato in scena “Il piacere dell’ onestà”, un romanzo pirandelliano con un cast eccezionale: Geppy Gleijeses e Vanessa Gravina con Leandro Amato, Maximiliam Nisi, Tatiana Winteler, Mimmo Mignemi e Brunella De Feudis diretto da Liliana Cavani. Il piacere dell’onestà è un’ opera che tratta temi di carattere esistenziale, come quelli della differenza tra l’essere e l’apparire o tra la “maschera” e chi si è veramente. Ma per chi? Per coloro esterni alla commedia.

Non certo per chi ne è l’interprete diretto, il quale, recitando il suo ruolo, giunge a meglio comprendere sia il personaggio che soprattutto se stesso. Qui è il significato del teatro nel teatro pirandelliano: raggiungere la verità attraverso uno sguardo critico e anche cinico di ciò che la occulta: l’inganno, la bugia, la falsità. Il protagonista è un nobile, Angelo Baldovino,(Geppy Gleijeses) malvisto dalla società a causa del suo passato dalla moralità accomodante, un fallito, succube del vizio del gioco. Egli, su invito di un vecchio compagno di scuola, accetta di unirsi in matrimonio ad Agata, (Vanessa Gravina) una giovane donna che aspetta un bambino da un nobile ammogliato, il marchese Fabio Colli. Un matrimonio, insomma, che deve creare l’apparenza della rispettabilità ed evitare lo scandalo, permettendo il continuare della tresca. Baldovino con quella scelta, vuole farsi vendetta “contro la società che nega ogni mia firma”, cercando di apparire onesto in un mondo che non rende affatto facile esserlo. Solo che quell’apparenza di onestà che gli viene richiesta spinge via via Angelo a comportarsi in modo sincero mentre tutti gli altri attorno a lui continuano a essere i mascalzoni di sempre.

Solo la giovane Agata ne coglie il senso profondo, nutrendo per lui una specie d’amore. Così quello che è nato come un inganno sociale si trasforma nell’unione vera di due esseri. Pirandello, in questo romanzo, sottolinea il fatto che nessuno dei personaggi sceglie di essere veramente onesto, ma scelgono solo un’onestà formale, ed esprime questo pensiero anche nelle parole di Baldovino: “Signore marchese, inevitabilmente noi ci costruiamo. Mi spiego, io entro qua, e divento subito, difronte a lei, quello che devo essere per la relazione che debbo contrarre con lei.” Con questa frase Baldovino ammette che ognuno di noi, come egli stesso, non è ciò che realmente è, ma come gli altri lo vedono, e la stessa persona è vista in un modo diverso da ogni persona; dunque per ogni individuo il soggetto deve assumere, recitare una parte diversa per non deludere gli altri e per non venire considerato pazzo.

Geppy Gleijeses nel ruolo di Angelo Baldovino, incarna alla perfezione quest’uomo dolente che ha vissuto una vita non facile, avvolta nel mistero. La sua capacità di dialogo, la profondità, la consapevolezza di possedere anch’egli una coscienza, fanno sì che si risvegli all’amore che non sapeva di poter provare, sfidando il mondo per andarsene con questa donna e rivelarsi uomo di sani principi, più di altri, distruggendo le convenzioni borghesi.

Vanessa Gravina che entra in scena a piedi nudi, in preda a una crisi isterica femminile, tipica nel teatro e nella letteratura di inizio Novecento, con movimenti controllati e gesti tra il meccanico e il ricercato, conferisce freddezza al personaggio di Agata. Vanessa Gravina nel ruolo di Agata mostra nettamente l’intera disperazione iniziale di una donna prostrata dalle convenzioni borghesi dell’epoca ( non dimentichiamo che nei primi del ‘900 avere un figlio fuori da un matrimonio e per giunta da un uomo già ammogliato destava notevole scalpore) La Gravina, con la sua voce deliziosamente “teatrale” rende le molteplici emozioni anche con un solo sguardo o gesto.

Leandro Amato nel ruolo di Fabio Colli, esprime interamente l’idea del personaggio in netto contrasto con Baldovino, un logorroico, solo all’apparenza quasi-perbene, salvo sprofondare, poi, nell’abisso dell’imbroglio e del sotterfugio.

Maximilian Nisi nel ruolo di Maurizio Setti, esprime il suo essere attore maturato nel tempo (non solo per lo “sbiancamento” di barba e capelli, dovuti al ruolo), che con grande talento e spessore, riesce a mantenere la sua naturalezza interpretativa, risultando efficace e privo di sovrastrutture.

La regista Liliana Cavani sta dimostrando di essere anche una grande maestra in ambito teatrale, oltre ad esserlo indiscussamente del nostro cinema. A lei il merito di riproporre, oltre al realismo magico della commedia, anche quella sottile ironia pirandelliana. L’opera è quindi un romanzo raccontato in chiave moderna e attualizzato che tratta temi e problemi ancora sentiti all’interno della società infatti, oltre alla bravura degli attori, che si sono pienamente calati nella parte, lo spettacolo è stato molto apprezzato dal pubblico con un lungo applauso commuovendo il cast e i due veri protagonisti Geppy Gleijeses e Vanessa Gravina.

Prossimo appuntamento al Teatro Pirandello di Agrigento con l’ ultimo spettaccolo “SOGNO DI UNA NOTTE DI MEZZA ESTATE” con Stefano Fresi, Violante Placido, Paolo Ruffini per la regia di Massimiliano Bruno. Sabato 27 e domenica 28 Aprile 2019.