Anas, forse è meglio se cambia strategie

Lo abbiamo scritto quasi un mese fa, in occasione degli strombazzamenti per il completamento della faraonica rotatoria di Giunone: l’Anas vuole bene ad Agrigento.

Con una punta d’ironia abbiamo fatto notare che mentre si guardava con entusiastica soddisfazione alla ristrutturata opera, si taceva sulla fine fatta della strada color tufo della via Passeggiata archeologica, rimanevano chiusi il viadotto Akragas, il ponte di Petrusa, era a rischio il ponte di Porto Empedocle mentre erano in abbandono la rotatoria di Porta Aurea e l’ingresso in via Imera del Viadotto Garibaldi.

Ora una nuova tegola sulla già precaria mobilità da e per San Leone: la chiusura della via Luca Crescente, per la caduta di calcinacci dal ponte della ss.115. Evviva… un nuovo problema in piena estate che per fortuna è stato superato in meno di 24 ore.

La causa? Probabilmente i mancati controlli e mancata manutenzione da parte dell’Anas che però fa strade colorate e rotatorie per i droni. Restano gli incroci pericolosi come quello della Mosella, la rotatoria degli scrittori tanto per citare degli esempi, per non parlare delle erbacce che addirittura ostruiscono la segnaletica, come avviene ad esempio all’ingresso del viadotto Akragas. 

Ma non è così ovunque per l’Anas. Basta andare verso Caltanissetta per notare che, a parte i cantieri sottoposti a indagini giudiziarie, le strade vengono manutente e ripulite.

Ma l’Anas vuole bene ad Agrigento.