Akragas, una finale che non basta: playoff tra campo e incastri
Novanta minuti per restare in corsa. Non per vincere il campionato, non per festeggiare una promozione, ma semplicemente per continuare a inseguirla. Akragas–Scordia, in programma al “Totò Russo” di Aragona, è una finale solo sulla carta. Nella sostanza, è il primo passaggio di un percorso molto più lungo e complicato.
L’equivoco è dietro l’angolo. Vincere sabato non significa salire di categoria. Significa, piuttosto, guadagnarsi un’altra partita, ancora più difficile. La vincente del playoff di girone accederà infatti agli spareggi-promozione, affrontando una squadra proveniente da un altro raggruppamento, nello specifico tra i gironi C e D.
Una gara secca, senza vantaggi, senza appelli. E non è ancora finita.
Perché il vero nodo, quello che può cambiare completamente lo scenario, arriva dall’alto. Dalla Serie D. Il numero di promozioni dall’Eccellenza, infatti, dipende direttamente da quante squadre siciliane retrocedono.
E i segnali, in questo momento, non sono incoraggianti.
Sono già retrocesse Sancataldese e Paternò, mentre Messina, Acireale e Ragusa sono ancora coinvolte nei playout. Uno scenario che rischia di ridurre sensibilmente i posti disponibili per salire.
Tradotto: anche vincendo lo spareggio tra gironi C e D, potrebbe non bastare.
In quel caso, il percorso si allungherebbe ulteriormente. La vincente sarebbe costretta a disputare un’altra finale, contro chi emergerà dall’accoppiamento tra i gironi A e B. Un ulteriore dentro o fuori, l’ennesimo.
Una maratona, piĂą che un playoff.
Per l’Akragas, però, tutto questo viene dopo. Prima c’è lo Scordia. Una partita da affrontare con lucidità e determinazione, senza sottovalutazioni, senza cali. Perché nei playoff basta un attimo per compromettere tutto.
Il “Totò Russo” sarà un fattore, la classifica anche. Ma servirà qualcosa in più. Servirà la consapevolezza che questa non è la partita che decide la stagione, ma quella che permette di tenerla viva.
E in stagioni così, dove ogni dettaglio pesa, la differenza la fa una sola cosa: avere la forza di andare avanti, anche quando il traguardo sembra allontanarsi.
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