Akragas, comincia la stagione vera: a Sciacca il primo esame di Coppa
Domenica alle 18 al “Gurrera” il debutto ufficiale dei biancazzurri. Cammarata: «Massimo rispetto, ma proveremo a fare la partita». Per il capitano Alfonso Cipolla è una sfida da ex: «La Coppa è importante, vogliamo passare il turno»
Adesso si fa sul serio. Dopo settimane di preparazione, carichi di lavoro, amichevoli e indicazioni raccolte sul campo, per l’Akragas SLP arriva il primo appuntamento ufficiale della stagione. Domenica 30 agosto, alle 18, i biancazzurri saranno di scena allo stadio “Gurrera” di Sciacca contro l’Unitas Sciacca, nell’andata del primo turno di Coppa Italia di Eccellenza.
Un esordio tutt’altro che banale. Perché la Coppa mette subito l’Akragas davanti a una trasferta insidiosa, contro una squadra che avrà dalla propria il fattore campo e le motivazioni di chi vuole misurarsi immediatamente con una delle formazioni più attese della stagione.
A rendere ancora più particolare la partita c’è l’incognita tipica delle gare di fine agosto. Le squadre sono ancora alla ricerca della migliore condizione, i carichi della preparazione possono farsi sentire e il caldo rischia di incidere soprattutto nella gestione delle energie. In più lo Sciacca ha recentemente cambiato guida tecnica, elemento che rende più complicato leggere in anticipo caratteristiche e soluzioni dell’avversario.
L’Akragas, però, arriva al debutto dopo avere finalmente svolto la prima settimana tipo della stagione all’Esseneto, lavorando con l’obiettivo di cominciare a trasferire nelle partite ufficiali i principi costruiti durante la preparazione.
«Finalmente arriva il momento che tutti aspettavamo – spiega Fabrizio Cammarata –. Iniziano le partite ufficiali, quelle che contano. Arriviamo in un buon stato di forma, anche se naturalmente non possiamo ancora essere al cento per cento. Andremo a Sciacca cercando di fare una buona prestazione».
Il tecnico biancazzurro non vuole affidarsi alle promesse, ma indica chiaramente ciò che pretende dalla sua squadra.
«Non prometterò mai che dobbiamo vincere ogni partita. Quello che posso promettere è che i miei ragazzi dovranno cercare sempre la prestazione, perché attraverso le prestazioni arrivano poi i risultati. Domenica voglio vedere quello su cui abbiamo lavorato durante il ritiro. Le gambe magari non saranno ancora prontissime, ma sono sicuro che i ragazzi faranno una buonissima prestazione».
Cammarata conosce bene le difficoltà dell’esordio e invita a non sottovalutare lo Sciacca.
«Hanno cambiato allenatore e ancora si conoscono poco. Sarà una partita difficile, come lo saranno tutte quelle che affronteremo quest’anno. Dobbiamo pensare soprattutto a noi stessi, avere massimo rispetto per l’avversario e provare a fare la partita».
Per Alfonso Cipolla quella di domenica avrà inevitabilmente un sapore particolare. Il capitano dell’Akragas torna a Sciacca da ex, in uno stadio nel quale ha vissuto una stagione importante e conquistato proprio la Coppa Italia.
«Ho soltanto bei ricordi – racconta Cipolla –. Mi hanno trattato benissimo e siamo riusciti a scrivere una piccola pagina di storia conquistando la prima Coppa Italia. Sarà bello rivedere tante persone che mi vogliono bene e che mi hanno fatto sentire a casa».
Ma una volta iniziata la partita, spazio soltanto all’Akragas. Anche perché Cipolla conosce bene il valore di questa competizione: l’ha vinta due stagioni fa con lo Sciacca e nella scorsa stagione ha alzato il trofeo con i biancazzurri.
«La Coppa Italia è importante e bisogna darle il giusto valore. Vincere è bello. Noi proveremo a superare il turno, poi durante il percorso vedremo dove riusciremo ad arrivare».
Il capitano invita però a considerare anche il momento della stagione. L’Akragas è stata profondamente rinnovata e servirà inevitabilmente tempo perché automatismi, condizione e conoscenza reciproca raggiungano il livello migliore.
«Siamo una squadra quasi totalmente nuova, dai giocatori allo staff. Abbiamo bisogno di conoscerci e di assimilare sempre meglio le idee del mister. Le prime partite sono un po’ un’incognita: non tutti hanno ancora smaltito i carichi di lavoro e bisogna fare i conti anche con il caldo. Ma nessuno scende in campo per perdere. Daremo tutto fino alla fine per cercare di vincere e poi superare il turno».
C’è, infine, un aspetto da non dimenticare: la qualificazione si decide nell’arco dei 180 minuti. Sciacca rappresenta soltanto il primo capitolo del confronto e serviranno lucidità e capacità di leggere anche i momenti della gara, evitando che la voglia di partire forte faccia perdere di vista il peso del ritorno.
«Non è una partita da dentro o fuori – sottolinea Cipolla –. Bisogna lasciare tutto aperto. Adesso pensiamo all’andata, poi penseremo al ritorno».
Per l’Akragas, dunque, il tempo delle prove è terminato. Domenica comincia la stagione vera. E il primo esame arriva subito lontano dall’Esseneto, su un campo difficile e contro un avversario da affrontare con rispetto. Ma anche con l’ambizione di una squadra che vuole cominciare a mostrare, già da Sciacca, la propria identità.
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