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AICA ferma le autobotti private, la Regione ne compra sette

11 Agosto 2026
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AICA ferma le autobotti private, la Regione ne compra sette: così l’Agrigentino prova a uscire dall’emergenza

Il finanziamento sarà assegnato all’ATI Agrigento per potenziare il servizio sostitutivo affidato al gestore pubblico. Il provvedimento arriva dopo lo stop ai rifornimenti effettuati dai privati e i tavoli convocati dalla Prefettura

Prima lo stop alle autobotti private disposto da AICA. Adesso l’intervento della Regione Siciliana, che finanzierà l’acquisto di sette autobotti da mettere al servizio dello stesso gestore idrico.

È questa la notizia dietro il comunicato diffuso dalla Prefettura di Agrigento: per colmare il vuoto operativo apertosi sul territorio e potenziare un servizio sostitutivo ormai in grave sofferenza, la Regione ha disposto un finanziamento in favore dell’ATI Agrigento per l’acquisto dei nuovi mezzi.

Le autobotti saranno utilizzate da AICA, il gestore del servizio idrico integrato, che potrà così incrementare la propria capacità di intervento e rispondere con maggiore tempestività alle richieste provenienti dai Comuni e dalle comunità maggiormente colpite dalle difficoltà di approvvigionamento.

Il provvedimento rappresenta una risposta concreta all’emergenza, ma porta con sé anche un evidente paradosso: dopo avere vietato il ricorso al servizio svolto dalle autobotti private, adesso il sistema pubblico è costretto a dotarsi di nuovi mezzi per riuscire a garantire le forniture sostitutive.

Una decisione che conferma indirettamente quanto il servizio mediante autobotti sia diventato indispensabile in una provincia nella quale turnazioni, guasti, carenze della rete e difficoltà di approvvigionamento continuano a lasciare intere comunità senza una distribuzione regolare dell’acqua.

Il risultato annunciato dalla Prefettura arriva al termine di un articolato percorso istituzionale. Nei numerosi tavoli convocati nel Palazzo del Governo sono state affrontate le criticità del sistema idrico provinciale e, in particolare, la crescente sofferenza del servizio sostitutivo.

In quelle sedi è emersa la necessità di rafforzare urgentemente la disponibilità di autobotti pubbliche, soprattutto dopo la limitazione del ricorso ai mezzi privati. Prefettura, Regione, ATI, AICA e amministrazioni locali hanno quindi cercato una soluzione capace di restituire al gestore una capacità operativa adeguata alle richieste del territorio.

«Il risultato raggiunto è il frutto di un lavoro istituzionale portato avanti con determinazione e continuità attraverso i numerosi incontri e tavoli convocati in Prefettura», sottolinea il prefetto di Agrigento. «È stato fondamentale mantenere costante il confronto tra tutti i soggetti coinvolti, rappresentando le esigenze concrete del territorio e ricercando soluzioni condivise».

L’acquisto delle sette autobotti viene presentato come un importante passo avanti. La stessa Prefettura, però, precisa che non può essere considerato un punto di arrivo.

«È necessario continuare a svolgere un lavoro costante e condiviso, mantenendo alta l’attenzione sulle criticità del sistema e mettendo in campo ogni iniziativa utile a garantire agli utenti un servizio adeguato», prosegue il prefetto.

Resta infatti da capire quanto tempo sarà necessario per completare l’acquisto, mettere su strada i mezzi e renderli pienamente operativi. Nel frattempo, il territorio deve continuare a fare i conti con un servizio sostitutivo che fatica a soddisfare tutte le richieste.

Il caso più delicato è quello di Maddalusa. La decisione di AICA di non servire mediante autobotte gli immobili abusivi, pur fondata sull’attuale quadro normativo, ha esposto centinaia di famiglie al rischio di rimanere senza acqua.

In una lettera indirizzata al presidente della Regione Renato Schifani, il sindaco di Agrigento Michele Sodano ha chiesto un intervento urgente, ricordando che nel quartiere vivono bambini, anziani, persone con disabilità e cittadini affetti da gravi patologie.

Il nodo, in questo caso, non riguarda soltanto il numero delle autobotti disponibili. È necessario individuare un percorso che garantisca un bene essenziale senza derogare al principio di legalità, evitando che una questione urbanistica sedimentata nel corso di decenni si trasformi in un’emergenza sanitaria e sociale.

Le sette autobotti finanziate dalla Regione serviranno a rafforzare la risposta pubblica. Ma il provvedimento pone anche una domanda inevitabile: prima di bloccare il contributo dei privati, il sistema era davvero pronto a sostenere da solo l’intero peso del servizio?

La Regione interviene adesso per ricostruire quella capacità operativa. L’efficacia della soluzione dipenderà dai tempi di acquisto, dall’organizzazione del servizio e dai criteri con cui verranno stabilite le priorità.

Perché nell’Agrigentino, mentre le istituzioni discutono su competenze, divieti e responsabilità, i cittadini continuano ad aspettare l’acqua.

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