Agrigento, sono rientrati in Italia: sei arresti

Il personale della Squadra Mobile di Agrigento, con il diretto coordinamento del procuratore capo di Agrigento, Luigi Patronaggio, ha tratto in arresto sei cittadini tunisini giunti a Lampedusa, in violazione della vigente normativa in materia di immigrazione, anche alla luce delle novelle apportate dal cosiddetto decreto sicurezza bis.

L’indagine lampo, avviata subito dopo lo sbarco dei predetti migranti, ha consentito di accertare che due di essi erano rientrati nel territorio nazionale prima dei previsti 3 anni dal loro rimpatrio, in quanto già destinatari, due di un decreto di espulsione e quattro in forza di un provvedimento di respingimento.
Ciò in base alle ultime modifiche normative contenute nel citato decreto sicurezza bis che estendono i casi di arresto anche ai respingimenti e non soltanto alle espulsioni.

È quanto emerge dalla scrupolosa analisi esperita dai poliziotti della Mobile, che, attraverso un’attenta disamina del carteggio acquisito, sono riusciti ad accertare la condotta delittuosa degli indagati ed a trarli in arresto. E’ stato appurato che uno degli odierni arrestati era stato rimpatriato all’inizio del mese di agosto; malgrado ciò, pochi giorni dopo aver raggiunto il suo Paese, si era posto nuovamente a bordo di un’imbarcazione per dirigersi, ancora una volta, verso le coste lampedusane.

Rimane sempre alta l’attenzione della polizia di Stato sul fenomeno dell’immigrazione clandestina, attraverso una mirata attività di contrasto dei trafficanti di essere umani e di monitoraggio del flusso migratorio in un’ottica di prevenzione antiterrorismo e sempre con il coordinamento della Procura della Repubblica.