Il Rugby ad Agrigento: Il Mantra di Gero Picarella e la Lotta per un Impianto Adeguato
Agrigento sta vivendo una grande stagione di crescita nel mondo del rugby, grazie all’impegno dei I Dioscuri Agrigento Rugby, la squadra che da più di un anno ha riportato il rugby nella città. Con oltre 30 tesserati federali e una forte presenza nelle scuole, il movimento sta ottenendo risultati straordinari, ma la mancanza di un campo da gioco adeguato sta diventando un ostacolo insormontabile.
Gero Picarella, vice presidente e allenatore della squadra, non nasconde la sua frustrazione: “Abbiamo più di 30 tesserati federali che praticano il rugby, e siamo presenti in tre istituti comprensivi dove i ragazzi praticano il rugby a livello scolastico, ma il problema che riscontriamo è che ad Agrigento non abbiamo un campo da gioco. Possiamo fare solo allenamenti”, spiega Picarella. La situazione è aggravata da un problema che dura da più di vent’anni: “L’ultima volta che abbiamo avuto un impianto idoneo risale ai primi anni 2000, ma nel 2011 è stato dichiarato inagibile e da allora non abbiamo più avuto un campo su cui giocare.”
L’allenatore non risparmia critiche alla politica locale, accusando la classe dirigente di non aver mai investito sullo sport. “Agrigento sarà Capitale della Cultura 2025, ma lo sport è cultura e se vogliamo una società migliore dobbiamo investire su di esso. Solo grazie allo sport possiamo educare i giovani e promuovere una società più sana”, afferma con forza.
La pista di atletica della città, che Picarella definisce “la madre di tutti gli sport”, è abbandonata da più di trent’anni, senza che siano stati fatti interventi significativi. “È inconcepibile che in trent’anni non si sia riusciti a sistemare questa pista e il campo centrale, che potrebbe essere utilizzato anche per il rugby e altri sport all’aperto”, aggiunge.
Attualmente, la squadra è costretta a fare spostamenti in tutta la Sicilia per disputare le partite. “Siamo itineranti. Domenica prossima saremo a Ragusa, poi a Messina e Palermo. Non abbiamo una sede fissa e questo rende difficile lo sviluppo del nostro sport ad Agrigento”, racconta Picarella. Nonostante ciò, i risultati non mancano: “I nostri ragazzi sono temutissimi. Con il nostro allenamento tecnico e atletico, facciamo la differenza ovunque andiamo.”
Il problema principale, però, resta la mancanza di fondi. La società, infatti, è povera e non ha le risorse per investire in un impianto adeguato. “Per sistemare un impianto ci vorrebbero circa 1 milione di euro di finanziamento”, dice Picarella, sottolineando la necessità di un intervento concreto da parte delle istituzioni.
Nonostante le difficoltà, Picarella non perde la speranza e lancia un messaggio positivo. “Il rugby sta crescendo ad Agrigento. Ci sono molti ragazzi e famiglie che vogliono avvicinarsi a questo sport. Mi auguro che l’amministrazione prenda sul serio la situazione e reperisca i fondi necessari per sistemare le strutture sportive”, conclude l’allenatore.
L’attenzione della Federazione Italiana Rugby e degli organi competenti sarà decisiva per il futuro del rugby in Sicilia. Con il progetto Sviluppo Sud, la speranza è che si possano ottenere i fondi necessari per fare in modo che il rugby ad Agrigento abbia finalmente un impianto dove poter giocare e crescere.
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