Agrigento, medici a processo per la morte di Rigoli. Un teste: “La tac dell’ospedale non funzionava”

Sono stati ascoltati, ieri, in un aula del Tribunale di Agrigento, i primi testi del processo scaturito dall’inchiesta sulla morte di Vincenzo Rigoli, il 19enne agrigentino vittima di un incidente stradale sulla S.S. 640, avvenuto nel 2012, e morto poche ore dopo il ricovero in ospedale. Indagati per omicidio colposo sono l’allora primario Salvatore Napolitano e Sergio Sutera Sardo, chirurgo. Ieri è stato ascoltato come teste un commissario della Polizia stradale che si occupò dell indagini. IL poliziotto ha dichiarato davanti ai giudici che la il giovane non indossava le cinture di sicurezza e che la strada ove si verificò il sinistro era bagnata dalla pioggia. Secondo quest’ultimo: “Il giovane potrebbe essere stato sbalzato fuori, ma era ancora vivo e cosciente”. Secondo quanto dichiarato da un’altro teste, il medico Maurizio Paternò, che era in servizio al Pronto Soccorso: “Rigoli era in condizioni critiche, predisposi di effettuare radiografie e poi mi occupai di altri casi”. Un altro medico, Danilo Turco, ha dichiarato alla pm Manuela Saieva che la tac: “Non funzionava da tempo e sarebbe stata utile”.