Agrigento: l’innovazione sull’isola del vulcano

Non è un mistero che la terra siciliana sia stata formata da attività vulcaniche e che queste abbiano da sempre plasmato la cultura e la tenacia dei suoi abitanti. Come il vulcano plasma la terra anche i siciliani plasmano l’isola. L’attività agricola è da sempre stata un settore importante ma sarebbe riduttivo dire che sia l’unica attività produttiva. Il turismo è un settore molto importante e lo è per buoni motivi. Una terra soleggiata e con temperature miti anche d’inverno potrebbe vivere di solo turismo. Per gli amanti degli sport invernali è anche possibile sciare in un luogo unico, ossia all’ombra di un vulcano quiescente. Il cibo merita un capitolo a parte e la cordialità della gente è riconosciuta.

 

Solo agricoltura e turismo?

Non solo. La risposta è facile e scontata. Si potrebbe menzionare anche cultura e arte. Tuttavia, c’è una cosa per cui la Sicilia non sarebbe nominata in primis, ma questo potrebbe cambiare velocemente.

La Sicilia non è particolarmente rinomata per l’innovazione. Tuttavia, negli ultimi anni il sistema economico e innovativo siciliano sta cambiando marcia. Sono molti i giovani che guardano ai lavori tradizionali con le lenti della tecnologia e di internet. E del resto, perché qualcuno dovrebbe lasciare la Sicilia potendo lavorare a bordo mare e mangiando un ottimo pescato di giornata?

Ancora una volta la risposta è nessuno. Anzi, con meno burocrazia e programmi per attrarre talenti esteri sarebbe facile attrarre studenti e lavoratori con competenze e potere di spesa.

Come detto qualcosa sta cambiando e molte società cominciano ad effettuare investimenti diretti o indiretti sul territorio. Un esempio è Tim che con TIM WCAP a Catania promuove lo sviluppo digitale del territorio e la sperimentazione di servizi innovativi.

Il progetto “The future of the city: soluzioni innovative in ambito smart cities e smart communities” parte proprio da Catania per affrontare temi quali la mobilità, sicurezza, salute, ambiente, rapporti con la PA. Altre aziende come Trade.com investono sul territorio indirettamente e in sordina attraverso investimenti online, in particolare attraverso marketing e contenuti. La modalità di Trade.com potrebbe essere considerata un investimento online in termini di contenuti relativi alle news e al mondo della finanza locale. Questi investimenti sono relativamente piccoli rispetto a quelli messi in campo dai più grandi incubatori. Tuttavia, dimostrano una certa fertilità del territorio in cui avvengono.

Innovazione diffusa

L’esempio di TIM WCAP non è isolato anche se molte fornaci d’innovazione si concentrano attorno alle città più grandi. Molti altri acceleratori e incubatori svolgono un ruolo di supporto e aiuto alle startup siciliane. Un esempio di questi è Vulcanic, spazio di coworking e incubatore che dichiara di essere “Un luogo aperto e accogliente, votato alla contaminazione della conoscenza, alla creazione di valore nei settori pubblico, privato e del non-profit.”

Fondato dalla brillante Stena Paternò, l’obbiettivo è quello di dare un futuro diverso ai giovani attraverso l’innovazione. Innovazione che a volte scaturisce dalla tradizione come nel caso di Oliove, Olio agrigentino premiato a Milano per l’innovazione del packaging proveniente dai territori di Menfi e Sciacca.

Se c’è stato successo con l’olio, perché’ non puntare su altre punte di diamante siciliane? A volte, l’innovazione è dietro l’angolo ma per incontrarla bisogna superare le proprie barriere e i confini geografici a cui eravamo abituati.

 

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