Agrigento, la Uil denuncia il calo del turismo: «Capitale della Cultura un flop, servono investimenti e cantieri»
Emanuele Ronzoni e Gero Acquisto lanciano l’allarme: presenze turistiche in calo del 9,6%, meno lavoro stagionale e infrastrutture in ritardo. «Agrigento non può continuare a essere dimenticata dalle istituzioni».
Agrigento perde presenze turistiche e opportunità di lavoro, mentre i cantieri strategici procedono a rilento e le carenze infrastrutturali continuano a penalizzare lo sviluppo del territorio. È la denuncia della Uil Sicilia e della Uil Agrigento, che chiedono un cambio di passo immediato alle istituzioni regionali e nazionali.
«Agrigento è una terra che poggia su un patrimonio turistico, storico e umano unico al mondo, ma che oggi paga il prezzo di una dimenticanza istituzionale non più tollerabile». A dichiararlo sono Emanuele Ronzoni, commissario della Uil Sicilia, e Gero Acquisto, segretario generale della Uil Agrigento, che richiamano il dato della contrazione del 9,6% delle presenze complessive e la frenata dell’occupazione stagionale nei settori della ristorazione e dei pubblici esercizi.
Nel mirino del sindacato finisce anche l’esperienza di Agrigento Capitale italiana della Cultura 2025, giudicata un’occasione mancata.
«L’esperienza dello scorso anno come Capitale italiana della Cultura si è rivelata un flop sul piano mediatico e strategico, finendo per aggravare la situazione anziché risollevarla. Si poteva e si doveva fare molto di più per tradurre quel titolo in benefici concreti, ma la vetrina internazionale ha soltanto reso più evidente l’assenza di investimenti capaci di rendere la città stabilmente accessibile e competitiva».
Secondo Ronzoni e Acquisto, il territorio continua a scontare un paradosso: alle imprese turistiche e della ristorazione viene chiesta un’offerta di qualità, mentre operatori e lavoratori devono confrontarsi quotidianamente con servizi insufficienti, isolamento infrastrutturale e ritardi nella realizzazione delle opere pubbliche.
Tra le criticità segnalate figura la condotta idrica agrigentina, i cui lavori, secondo la Uil, avanzano troppo lentamente rispetto alle necessità economiche e sociali del territorio.
Una situazione che, denunciano i sindacalisti, si ripercuote direttamente sull’occupazione, con una diminuzione dei contratti stagionali e una riduzione delle ore lavorate, penalizzando la stabilità economica di centinaia di famiglie.
«Agrigento non può continuare a essere la grande dimenticata delle agende politiche regionali e nazionali. Non cerchiamo la polemica fine a sé stessa, ma pretendiamo un cambio di passo immediato».
Da qui la richiesta di aprire un confronto con le istituzioni e gli enti gestori, per accelerare i cantieri, migliorare i servizi e programmare investimenti strutturali.
«Siamo pronti a sederci a un tavolo per sbloccare i servizi e far ripartire i cantieri, ma serve la volontà politica di investire sul serio sul futuro occupazionale e produttivo di Agrigento», concludono Ronzoni e Acquisto. Leggi anche: Precariato all’Esa, doppia sentenza ad Agrigento: risarcimenti anche ai lavoratori stabilizzati
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