Agrigento, il Consiglio approva il nuovo statuto della Fondazione Teatro Pirandello

La Fondazione Teatro Pirandello apre ai privati tra le polemiche. Il nuovo statuto approvato a tarda notte nel corso di una seduta fiume del Consiglio Comunale ha portato ad alcune modifiche sostanziali. L’aumento del numero dei consiglieri di amministrazione che passa da tre a cinque. Lo stesso cda sceglie un direttore generale per la gestione manageriale della struttura. E’ stato tolto alla fondazione il personale comunale e i fondi comunali, addossando altri costi alla fondazione stessa. Dei soci farà parte anche la Regione siciliana, insieme al Comune di Agrigento e chiunque voglia aderire, anche privati (questo il dato più significativo), conferendo un capitale di almeno 50 mila euro. Queste, a grandi linee, le modifiche apportate allo statuto della Fondazione Teatro Pirandello votato, dopo due rinvii, dalla pubblica assise nella seduta fiume di venerdì 15 ottobre, cominciata nel pomeriggio e chiusasi intorno all’una della notte.  La riunione del giorno precedente, sempre con lo stesso punto all’ordine del giorno, era andata deserta. Secondo il gruppo di maggioranza si tratta di uno statuto più coerente con la natura giuridica della fondazione. A votarlo i 13 consiglieri presenti in aula. Tutti favorevoli, con il solo presidente Giovanni Civiltà astenuto. Numeri risicati considerato che nel corso della seduta avevano abbandonato l’aula Calogero Firetto e Margherita Bruccoleri prima, perché dopo aver partecipato al dibattito hanno manifestano contrarietà alle modifiche dello statuto, Simone Gramaglia e Carmelo Cantone di Forza Italia dopo, aver palesato dissenso verso la modifica dello statuto. Secondo i consiglieri di Forza Italia, la modifica dello statuto è legata a spartizione di incarichi politici che nulla hanno a che vedere con la natura culturale della Fondazione stessa. Firetto ha parlato di “Scacco matto in due mosse contro il Teatro Pirandello e solo per obbedire a logiche spartitorie”. Ad Agrigento – ha aggiunto – si è consumata una pagina degna della più deteriore prima Repubblica. Dodici consiglieri su 24, compatti soldatini di maggioranza, animati come per l’assalto alla Bastiglia. Approvate interventi inutili e costosi che porteranno a discussioni partigiane su chi dovrà mettere le mani sulla Fondazione e alla riduzione della qualità degli spettacoli.

Ecco la nota a firma dell’ex sindaco Calogero Firetto oggi capo del gruppo di opposizione in Aula Sollano:

Scacco matto in due mosse contro il Teatro Pirandello e solo per obbedire a logiche spartitorie. Ieri sera a notte fonda in Consiglio comunale, ad Agrigento, si è consumata una pagina degna della più deteriore prima Repubblica. Dodici consiglieri su 24, compatti soldatini di maggioranza, animati come per l’assalto alla Bastiglia, hanno votato due sostanziali modifiche allo Statuto della Fondazione Teatro Luigi Pirandello: 1. l’aumento del numero dei consiglieri di amministrazione senza alcuna ragione (infatti, non è stato spiegato un solo motivo utile alla gestione della fondazione e inoltre in controtendenza con tutte le norme recenti che riducono i consigli di amministrazione da cinque a tre); 2. hanno tolto alla fondazione il personale comunale e i fondi comunali, addossando altri costi alla fondazione. Due interventi inutili e costosi che porteranno a discussioni partigiane su chi dovrà mettere le mani sulla Fondazione e alla riduzione della qualità degli spettacoli. Due modifiche apportate da soggetti che in effetti non abbiamo mai visto a Teatro e che intervengono su qualcosa di cui non conoscono le dinamiche, né i profondi cambiamenti apportati, né il risanamento attuato da persone dall’orizzonte di buon orizzonte morale , persone che hanno portato il teatro fuori dagli scandali, dal default, dalle chiacchiere per riportarlo nei canoni della Cultura e con i conti in attivo. Per fare quadrare il bilancio, d’ora in poi, si dovrà ricorrere a spettacoli di provincia o sperare nelle regalie di mamma Regione. Cambia radicalmente la storia del Teatro e si fa piombare la città indietro di 30 anni anche sotto il profilo della cultura. Nel mio intervento ho fatto rilevare in Consiglio comunale che tutte le criticità che avevamo sollevato sono rimaste intatte nonostante gli emendamenti. Emendamenti che hanno la caratteristica soltanto dell’apposizione di tante impronte digitali. Torna opportunamente in Cda un membro indicato dalla Regione, ma per tutto il resto non cambia la sostanza. Hanno deciso di aumentare da 3 a 5 i componenti del Consiglio di Amministrazione, di cui tre, costituenti la maggioranza assoluta, sono di nomina del sindaco, ma diventano quattro se non ci sono soggetti privati in grado di versare alla Fondazione 150 mila euro in 3 anni per avere un posto di minoranza in Cda. Una barzelletta. Facciamo due conti: se tre, anzi quattro, uomini con le stesse caratteristiche e in linea col sindaco voteranno a maggioranza. In pratica il Teatro viene consegnato al sindaco o a chi per lui. Si conferma il rimborso spese, moltiplicato per 5 componenti. Ma soprattutto alla Fondazione sono tagliati i fondi e deve farsi carico di tutto, anche del personale. I consiglieri ieri erano soddisfatti di avere sparato alle gambe del Teatro Pirandello. Dicono che adesso dovrà “imparare a camminare da sola”, che sarà “finalmente” autonoma. Tutto questo è grottesco. Non sanno che per fare buon teatro occorre rendere difficile la vita a chi lo vuole lottizzare. Qualche consigliere di prima nomina dice anche di rammaricarsi per non aver potuto ragionare a mente lucida, ma è felice di aver votato. D’altra parte, come si dice, è stato un delitto d’impeto. La responsabilità è una parola troppo difficile da cogliere. La dissacrazione di un tempio: un disastro annunciato con tante impronte digitali. Ho sollevato un problema di legittimità del voto del Consiglio Comunale. Pensano di averla fatta franca, ma c’è un pubblico che ama profondamente il Teatro e che quando diluvia non teme di bagnarsi i piedi. Dico a loro, che meritano un lieto fine : la storia non è ancora finita. Il Teatro riuscirà a liberarsi di questi giochetti e potrà continuare a fare Cultura .