Agrigento, il Comune riconosce figlio di coppia gay. Firetto : accolto da tutta la città

Agrigento ha la prima coppia gay con figli.

Famiglia anche per il Municipio: il sindaco Lillo Firetto ha trascritto la delibera che riconosce fratelli i figli di una coppia gay.

 

Anche Agrigento diventa family friendly. Il sindaco Lillo Firetto ha registrato questa mattina all’anagrafe il figlio nato da una coppia omogenitoriale di Agrigento. Firetto ha firmato l’Atto di  riconoscimento del bambino partorito da una delle due giovani donne presso l’ospedale di Agrigento attraverso la tecnica della procreazione medicalmente assistita. La registrazione è avvenuta al primo piano del palazzo di piazza Gallo sede del servizio Anagrafe e  Stato Civile, dopo che il Responsabile aveva manifestato la volonta di non dare seguito alla richiesta e gli Uffici si erano rifiutati di registrare l’atto pubblico.

“Al di là delle sensibilità di ciascuno – ha spiegato Firetto –  è un dato di fatto che un bambino che nasce acquisisce i propri diritti. È un bambino atteso con amore e accolto con amore. Ora è accolto da tutta la città e Agrigento si adegua all’orientamento già seguito da alcuni anni da altre città italiane, in cui i diritti della persona sono difesi con fermezza e, quando necessario, anche con atti di coraggio”.

Nessun atto rivoluzionario, il sindaco Calogero Firetto, come già in precedenza avevano fatto anche la sindaca di Torino Chiara Appendino ed il sindaco di Milano Beppe Sala, si è limitato ad applicare la legge 40 del 2004 sulla Procreazione medicalmente assistita (Pma), che all’articolo 8 recita: “I nati a seguito dell’applicazione delle tecniche di procreazione medicalmente assistita hanno lo stato di figli legittimi o di figli riconosciuti della coppia”.

L’amministrazione comunale ha di fatto valutato che gli effetti politici di questa scelta, non devono essere interpretati come l’esito di una forzatura giuridica, semmai di una applicazione delle norme già presenti nell’ordinamento giuridico italiano seguendo un’interpretazione più aderente al mutato contesto sociale, atteso che con le leggi attuali non sia possibile assicurare oggi una piena e doverosa tutela ai bambini nati da coppie ritenute omoparentali. Il provvedimento è stato sottoscritto dalla giunta comunale e spalanca le porte ad altre coppie agrigentine con le stesse esigenze, soprattutto nel periodo in cui la politica nazionale discuteva delle unioni civili. (DV)