Agrigento, flop del sit-in contro il caro vita: meno di dieci persone davanti alla Prefettura
Manuel Samaritano chiama a raccolta i cittadini con il megafono, ma la piazza resta vuota. Poca partecipazione alla manifestazione organizzata nel pomeriggio di sabato.
Mentre in diverse città italiane le manifestazioni di protesta richiamano numerosi partecipanti, tra cortei, tensioni e momenti di scontro, ad Agrigento il sit-in contro il caro vita si è trasformato in un flop. Poco meno di dieci persone hanno risposto all’appello di Manuel Samaritano, promotore dell’iniziativa organizzata questo pomeriggio, sabato 24 ottobre, davanti alla Prefettura.
Una partecipazione decisamente inferiore alle aspettative. Samaritano, megafono alla mano, ha più volte invitato i cittadini a unirsi alla protesta, cercando di richiamare l’attenzione su un problema che riguarda sempre più famiglie: l’aumento del costo della vita e le difficoltà economiche quotidiane.
Ma la risposta della città non è arrivata. A incidere sulla scarsa partecipazione potrebbero essere stati l’orario scelto per la manifestazione e, forse, una diffusione non sufficientemente capillare dell’iniziativa. Resta il dato di una piazza praticamente vuota, nonostante un tema che interessa da vicino anche il territorio agrigentino.
Il caro vita, del resto, continua ad alimentare il malcontento sociale, con proteste e mobilitazioni che attraversano l’Italia e interessano anche altri Paesi europei. L’aumento dei prezzi, il peso delle bollette e la perdita del potere d’acquisto rappresentano questioni sempre più sentite dalle famiglie.
Lo stesso Samaritano, parlando con i giornalisti presenti, ha riconosciuto la mancata risposta della città, ribadendo però che il problema resta e che il costo della vita è diventato ormai insopportabile per molti cittadini.
La protesta agrigentina, dunque, non ha avuto il seguito sperato, ma ha comunque portato davanti alla Prefettura una questione concreta. Il paradosso è proprio questo: mentre il malcontento per il caro vita cresce, almeno in questa occasione gli agrigentini hanno preferito non scendere in piazza.
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