Agrigento, emergenza rifiuti: Ventiduemila avvisi per la Tari

Continua il pugno duro dell’amministrazione Firetto. Per arginare l’emergenza rifiuti il Comune di Agrigento batte cassa e dichiara guerra agli evasori della Tari, la tassa per lo smaltimento dei rifiuti. Sono pronti più di 22 mila avvisi di pagamento che gli uffici tributari dell’ente hanno fatto stampare e che presto saranno re- capitate nelle case dei cittadini. L’amministrazione comunale, gui- data dal sindaco Calogero Firetto, ha infatti autorizzato la spedizione di una vera e propria «valanga» di accertamenti riguardanti la Tari per gli anni 2013, 2014 e 2015. Let- tere di pagamento che saranno re- capitate dalle Poste.

In totale, riporta il GDS, questa mattina,  gli avvisi sono ben 22.900, dei quali una parte riguar- da i versamenti parziali o infedeli da parte dei contribuenti e una parte le bollette completamente non versate dai cittadini. Richieste di pagamento che potrebbero por- tare nelle casse dell’Ente somme abbastanza importanti e che certa- mente rientrano in un complessi- vo progetto di incremento delle at- tività di contrasto all’evasione fi- scale che viene portato avanti da ormai un paio di anni e che ha por- tato all’individuazione di quasi 6mila nuove utenze parlando della sola Tari.

Un progetto destinato al rafforzamento, visto che il Comune nel piano di riequilibrio votato dal Consiglio e proposto dalla Giunta
ha previsto un’intensificazione delle attività di riscossione.
E questo è soltanto il primo atto. La guerra è dichiarata e se necessa rio il Comune andrà avanti anche facendo ricorso ai sistemi di paga- mento coattivi.

Il costo medio della Tari nelle nove province siciliane sfiora i 400 euro (precisamente 396 euro, qua- si cento euro in più rispetto alla media nazionale di 302 euro). Se- condo le elaborazioni condotte dal servizio politiche territoriali della Uil (Unione italiana del lavoro), tra le prime dieci città con i costi più alti ben quattro sono siciliane: Tra- pani, che con 550 euro, detiene il primato assoluto a livello naziona- le nonostante il decremento del 16,8% osservato nell’ultimo anno, segue Agrigento al terzo posto (470 euro), Messina ottava (438 euro) e Ragusa decima (431 euro).
I costi analizzati dalla Uil si rife- riscono alla tassa calcolata per una famiglia con una casa di 80 metri quadrati, con quattro componenti ed un reddito Isee di 25 mila euro, comprensiva del tributo provin- ciale ambientale.

Rimane il dato del costo molto alto di questa tassa, così come il te- ma dell’efficienza del servizio. In- fatti, le tariffe della Tari devono as- sicurare effettivamente la copertu- ra integrale dei costi sia di investi- mento sia di gestione del servizio e, più è alto il costo del servizio, trop- po spesso a causa di inefficienze, tanto più saranno alte le tariffe.

Tra l’altro sono sempre di più i contribuenti che, vista la situazione attuale della raccolta e gestione dei rifiuti, chiedono il rimborso per disservizio. Dal primo gennaio 2020 è prevista una rivoluzione per il calcolo della Tari: dovrebbe partire il nuovo metodo tariffario condiviso in tutta Italia a cura di Arera, l’Autorità di Regolazione per Energia, Reti e Ambiente.

FONTE GIORNALE DI SICILIA