Agrigento: case d’appuntamento e squillo in pieno centro

Un via vai continuo di uomini in un preciso appartamento. Così sono scattati i sospetti per quello che si è rivelato essere un “giro di squillo in pieno centro”, come riportato dal Giornale di Sicilia. In tutto 5 case d’appuntamento e nove prostitute, di provenienza sudamericana – compreso un transessuale- , portate in Questura. Tra loro, una trentenne che si è scagliata contro i poliziotti protestando e negando l’identificazione, è stata denunciata.

Da tempo i poliziotti della Squadra Mobile della Questura di Agrigento sospettavano dell’esistenza delle suddette “case”, site fra le vie Saponara e Serroy. Si cerca ora di individuare il possibile responsabile e sfruttatore della prostituzione.

Eppure non è certo la prima volta che si riesce a scovare, nel cuore di Agrigento, delle case d’appuntamento: lo scorso gennaio, infatti, erano scattate ulteriori segnalazioni dai residenti della zona di vi Imera che avevano individuato un via vai sospetto di “clienti”. La casa venne allora chiusa e fu appurato che a gestire il tutto furono due donne, di 49 e 39 anni, entrambe cinesi che vennero espulse in seguito a quanto accaduto.  A quanto pare, l’attività delle donne sarebbe andata avanti da un po’ di tempo e sarebbe stata anche molto frequentata. Lo stesso sarebbe accaduto, negli ultimi tempi, anche nelle vie Saponara e Serroy.

Altri casi di prostituzione sono stati accertati a San Leone, Maddalusa, ma principalmente nel centro storico. Si pensi al “caso Saponara”, nel giugno del 2015, quando scattarono sei misure di custodia cautelare – 2 in carcere e 4 ai domiciliari – richieste dal sostituto procuratore Santo Fornasier e firmate dal Gip Alessandra Vella. Un gruppo di persone infatti, tra peruviani ed agrigentini, si era associato per sfruttamento e favoreggiamento della prostituzione, arrivando ad incassare circa 2.200 euro al mese per ogni prostituta.

Addirittura, secondo quanto venne alla luce dopo l’inchiesta, tali “servizi” venivano pubblicizzati sulla stampa, ma anche su un sito internet, il cui scopo era quello di accaparrarsi il maggior numero di clienti. Che in effetti non mancavano.