Agrigento, attesa dei trasferimenti e nuove nomine diocesane

AGRIGENTO-DIOCESI—In attesa dei trasferimenti e nuove nomine, qualche considerazione che potrebbe risultare utile

Mi pare che sia indubbiamente vero che il modo migliore per cercare di capire una cosa sia quello di tentare di comunicarla agli altri e con gli altri intrecciare anche solo idealmente, specie se si tratta di comunicazione scritta, un fecondo dialogo, immaginando le reazioni, perché chi comunque riceve non è mai semplicemente ricettivo.

E le reazioni comunque percepite ci danno una spinta a capire meglio noi stessi, ed eventualmente approfondire, ripensare ed anche rivedere le proprie posizioni.

Si tratta del vantaggio che sul piano generale si persegue rompendo il silenzio, favorendo la circolarità delle opinioni, che anche la teologia pastorale post-conciliare ha cercato in ogni modo di favorire per il bene comune.

Tutto un modo diverso dal passato soprattutto remoto che concepiva un certo modello di Chiesa “piramidale”, per una nuova impostazione di Chiesa “circolare” che mette a fuoco l’importanza dell’agire ecclesiale come soggettività, sollecitando anche la capacità di un coagire con gli altri, con tutti gli uomini comunque di buona volontà.

Un valore quest’ultimo che i pastora listi giudicano “ un valore aggiunto” in quanto “valore veritativo dello stesso agire ecclesiale colto soprattutto nel suo dispiegarsi-farsi escatologico del Regno di Dio” sulla terra.

Bene e forse basta solo questo per trovare qualche spunto utile di riflessione, mentre la Comunità Ecclesiale Agrigentina attende e si prepara ad accogliere con docilità, come negli ultimi anni, il decreto vescovile sui trasferimenti e sulla nuove nomine dei presbiteri.

Trasferimenti e nomine che interessano parecchie comunità, tra presbiteri che devono lasciare l’incarico per motivi di salute e/o di superato limite di età, con notevoli acciacchi, … altri per compimento dei nove anni per cui erano stati nominati e che magari qualcuno ha già abbondantemente (per validi motivi ) superato,… o ancora per necessità contingenti legate a particolari situazioni, che il gruppo dei responsabili diocesani, incaricati dall’arcivescovo, sicuramente stanno ancora adeguatamente e prudentemente vagliando, e comunque ancora in fase di discernimento.

Di sfuggita e solo per cenni, si parla solo di una trentina di presbiteri interessati al cambiamento e quindi di non poche Comunità interessate, che attendono e pregano.

Bisogna davvero dare atto che al momento, diversamente di quanto un po’ avvenuto in passato, soprattutto in qualche occasione, quest’anno il riserbo appare massimo.

E dato che siamo in argomento, se mi è consentito, devo dire che a Favara, si conoscono già da alcune settimane quei trasferimenti che però non sono di competenza della nostra Curia e che comunque riguardano due importanti centri pastorale. Un‘importante parrocchia del centro, cioè la Parrocchia di S. Giuseppe Artigiano retta dai PP. Vocazionisti ed il Convento di S. Antonio retto dai Frati Francescani Minori.

Con il primo di settembre la Parrocchia retta dal vocazionista P. Uriel Ortiz, avrà come successore un altro vocazionista, P. John Ukwenya.

Ricordiamo che P. Uriel, da diversi anni a Favara, qualche settimana fa, ha comunicato di avere chiesto ed ottenuto un “anno sabbatico”, ed ha annunciato contestualmente il suo successore, che dal 1° settembre prossimo sarà Padre John Ukwenya, anche lui delle Divine Vocazioni e che già qualche anno fa per oltre tre mesi lo ha collaborato proprio in questa parrocchia di S. Giuseppe Artigiano . Non si sa dove P. Uriel, al quale Favara esprime gratitudine e stima per il servizio svolto, trascorrerà l’”anno sabbatico”, se in Italia o altrove, o nella sua Colombia.

L’altro cambiamento che interessa Favara nel Convento dei PP. Francescani, rgiuarda il cambiamento del Superiore, cioè Fra Salvatore Di Bartolo ofm che dal 1° settembre si trasferisce ad Enna, mentre al suo posto arrivi Fra Giuseppe Di Fatta ofm. Anche questo un cambiamento che viene seguito dai favaresi con particolare sensibilità, lasciando Fra Salvatore un ottimo ricordo per il fascino della sua semplicità francescana.

Diego Acquisto

NELLA FOTO
Clero di Favara 2019—da sinistra il quarto è Fra Salvatore Di Bartolo ed il sesto è P.Uriel Ortiz