Agrigento ancora senza Ponte Petrusa: la Cisl continua la battaglia

Agrigento ancora senza Ponte Petrusa. Per la terza volta, dopo il 13 maggio, i residenti di c.da Petrusa, associazioni, cittadini, politica locale, polizia penitenziaria e la Cisl tornano a protestare. Questa volta con un volantinaggio a partire dalle ore 9.00 di domani 29 luglio, sotto il palazzo della Prefettura di Agrigento, dove lo scorso 23 maggio era stato consegnato un documento da far pervenire al governo nazionale, condiviso da Confcommercio, Legambiente, Associazione Nazionale Costruttori Edili, Consiglieri comunali di Favara e Agrigento, Rappresentanti comitato spontaneo residenti c.da Petrusa, ARCI Favara, Associazione Kalytera Favara e Cisl. Da allora nessuna notizia ufficiale è pervenuta, salvo qualche disapprovazione da parte dell’Anas.

“Domani sarà il 240esimo giorno di disagio per la chiusura del ponte Petrusa ma nonostante la sua importanza strategica sia per la viabilità che per il collegamento tra Favara ed Agrigento, il problema sembra interessare solo pochi”. Lo dichiara in una nota il Segretario della Cisl agrigentina Maurizio Saia.

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Ci fa specie constatare– continua- che abbiamo perso la capacità di indignarci o peggio di lasciare passare tutto sotto traccia, ci fa specie verificare che nonostante come organizzazioni sindacali cerchiamo di tenere alta l’attenzione su diversi problemi, continuando quotidianamente a mantenere l’accento su carenze e dimenticanze della classe politica, d’altro canto taluni tentino di minimizzare o peggio di ignorare la nostra attività. Un popolo che ha perso la capacità di indignarsi certamente non ha neanche la speranza di cambiare ma un popolo che rinuncia a esercitare la propria libertà di esprimersi attraverso le azioni di dissenso alla deriva sociale, o tenta di non farla emergere, questa libertà forse non la merita”.

“La mobilitazione messa in atto in questi mesi- conclude Saia- ha prodotto il protagonismo di diversi cittadini, anche professionisti che hanno prodotto idee e soluzioni temporanee ed alcune davvero interessanti. Noi non ci fermeremo fino a quando non vedremo la prima macchina attraversare il ponte Petrusa, fino a quando la politica assumerà una posizione seria e coerente nei confronti di Favara e Agrigento, ma anche di un territorio mortificato. Non ci fermeremo fintanto che anche coloro che fanno finta di non sentire ci ascoltino”.