Agrigento “accoglie” di nuovo il maestro Taviani

AGRIGENTO. Bentornato Maestro! Agrigento si appresta ad ospitare nuovamente la troupe del regista Paolo Taviani che, dopo “Caos” e “Tu ridi”, torna a raccontare il mondo surreale e inesauribile di Luigi Pirandello sul grande schermo.

Si intitola “Leonora Addio” il nuovo progetto cinematografico che il regista Paolo Taviani classe 1931, orfano del fratello Vittorio (scomparso nel 2018) si appresta a girare nella giornata di lunedì 26 nei luoghi di Pirandello. La pellicola, prodotta da Stemal Entertainment con il sostegno di RaiCinema e in coproduzione al 10% con la francese “Les films d’Ici”, prende il titolo dal canto disperato di Mommina di “Stasera si recita a soggetto”: Ah! Che la morte ognora… addio Leonora, addio!”.

Si tratta di un film in due episodi e la location di Agrigento interesserà il Caos e la casa natale del premio Nobel. La prima parte riguarderà l’avventuroso viaggio delle ceneri di Pirandello da Roma ad Agrigento. Una serie di accidenti – si legge nella sinossi, – incontri bizzarri, apparizioni d’ingombranti personaggi come Mussolini o siciliani che allegramente usano la cassa che contiene il vaso con le ceneri, per giocare a tresette con il morto. La commovente ansia del Delegato a trasferire le ceneri ad Agrigento con tutti i possibili mezzi. Un aereo che non decolla per la superstizione dei viaggiatori e dei piloti: le ceneri di un morto a bordo portano male. Un treno che lentamente viaggia verso il sud e proprio su quel disastrato convoglio ferroviario del dopoguerra, l’urna verrà rubata e successivamente ritrovata. Le peripezie continuano ad Agrigento. Il vescovo si rifiuta di dare la benedizione al vaso che contiene le ceneri. Niente funerale fin quando i resti di Pirandello finiranno in una bara cristiana, piccola e bianca di quelle utilizzate per bambini, perché quelle grandi sono esaurite. Finalmente le ceneri fanno approdo dentro la rozza pietra al Caos come dalla volontà di Pirandello. Ma non tutte; l’apposito contenitore è troppo stretto. Le ceneri avanzate vengono quindi lanciate dall’altopiano si affaccia a strapiombo sul mare. Il vento fa volare le ceneri  che volteggiando creano figure da cui emerge un grande chiodo che si trasforma divenendo la macchina da scrivere di Pirandello. Le mani del premio Nobel  battono i tasti, scrivono un titolo “Il chiodo”. Si tratta di un racconto che Pirandello scrisse un mese prima di morire, ispirato ad un fatto di cronaca. E qui inizia la seconda parte del film su quest’altro episodio. “Pirandello sulla soglia del nulla – scrive Paolo Taviani nelle note di regia – attinge al suo io più profondo e fa una terribile ammissione: la vita non ha un senso”.

“Leonora Addio” annovera tra gli attori Fabrizio Ferracane e Massimo Popolizio. L’intero cast è di prim’ordine, con  musiche di Nicola Piovani, la fotografia a firma di Simone Zampagni e Paolo Carnera.  Il montaggio è affidato a Roberto Perpignani, i costumi di Lina Nervi Taviani, la scenografia di Emita Frigato. E ancora, suono in presa diretta di Maximilien Godiet, organizzazione Simone Bachini, distribuzione internazionale Fandango.

 

MARIA ROSSO