Agrigento, dal 2003 in prima linea: il Centro Antiviolenza “Telefona Aiuto” e le oltre 9 mila richieste di aiuto
C’è un filo invisibile che lega migliaia di storie, sussurri diventati denunce, lacrime trasformate in percorsi di rinascita. È il filo che dal 2003 attraversa Agrigento e la sua provincia grazie al Centro Antiviolenza “Telefona Aiuto”, nato – come racconta la responsabile – “da un bisogno e da un’emergenza”.
All’epoca, in Sicilia i centri antiviolenza si contavano sulle dita di una mano: appena due. «Abbiamo avviato il Centro grazie alla collaborazione con un’associazione di Palermo – spiega – per dare una risposta concreta alle donne del territorio che avevano bisogno di raccontare le violenze subite, soprattutto in ambito familiare».
Da allora sono oltre 9 mila le telefonate arrivate al numero del Centro. Numeri che raccontano un fenomeno sommerso, ma anche la fiducia costruita nel tempo da un’équipe multidisciplinare composta da assistente sociale, psicologa, avvocati e sociologi. «Non siamo una singola figura – sottolinea – siamo uno staff che lavora ogni giorno accanto alle donne e per le donne».
Ogni storia lascia un segno. «Mi colpiscono tutte – ammette – perché lavoriamo con i sentimenti delle persone». Tra i casi più dolorosi, quelli che coinvolgono i minori. «Anche quando la violenza è subita dalla madre, i figli ne sono sempre vittime, dirette o indirette».
Tra i ricordi più difficili, quello di una delle prime donne accolte dal Centro: vittima di un marito che l’aveva costretta a situazioni di sfruttamento e violenza reiterata, fino a umiliarla anche tra le mura domestiche. «Sono storie che ti segnano – racconta – ma ti danno anche la forza di andare avanti».
Non esiste un protocollo rigido. «Ogni storia è a sé. Quando incontriamo una donna, guardiamo i suoi occhi e ci caliamo nella sua vita. I consigli che diamo devono diventare suoi, devono essere interiorizzati. Tutto va costruito insieme e per la donna».
Un lavoro che richiede coraggio. «Qualche volta ho avuto paura – confessa – ma questo lavoro impone di essere forti. Dobbiamo essere un punto di riferimento». Fondamentale il supporto delle istituzioni, delle forze dell’ordine e dell’Asp, in una rete che garantisce protezione e accompagnamento.
Negli ultimi anni il Centro ha intensificato anche il lavoro con i giovani, attraverso i PCTO e il progetto “Damarete”, giunto al quindicesimo anno, coinvolgendo le scuole della provincia per sensibilizzare e prevenire.
Il messaggio finale è chiaro, diretto, urgente: «Non bisogna perdere tempo. Chiedere aiuto non è debolezza. Significa essere forti e volerlo essere ancora di più».
Un appello che passa anche attraverso l’informazione. «Ringrazio il direttore di AgrigentoOggi – conclude – perché il sostegno della stampa è fondamentale per raggiungere chi ancora non conosce il Centro».
Per contattare le operatrici del Centro Antiviolenza “Telefona Aiuto” è attivo il numero 0922 22 922. Una chiamata può essere il primo passo verso la libertà.
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