Indagini anche ad Agrigento su una “rete” che si snodava da Bologna, passando per la Toscana e la Sicilia. Emerge dall’attività che ha portato la polizia di Stato a denunciare sei uomini, di età compresa tra i 25 e i 50 anni, accusati di adescamento di minore e produzione di materiale pedopornografico. La complessa attività di indagine, condotta dal personale del Commissariato Bolognina Pontevecchio di Bologna e coordinata dalla Procura della Repubblica di Bologna, trae origine dalla denuncia presentata in Commissariato dai genitori affidatari di una ragazza infraquattordicenne.
L’attività di perquisizione, eseguita congiuntamente agli operatori delle Squadre Mobili e dei Centri Operativi per la Sicurezza Cibernetica della Polizia Postale di Bologna, Firenze e Catania, e delle Sezioni operative sicurezza cibernetica di Ferrara, Modena e Agrigento, ha permesso di denunciare sei uomini maggiorenni, di età compresa tra i 25 e i 50 anni, residenti nelle province interessate. Secondo quanto emerso, gli indagati avrebbero operato mediante piattaforme di comunicazione online, instaurando con la minore conversazioni a sfondo sessuale e inducendola a produrre e inviare materiale fotografico e video di natura intima.
Nel corso dell’operazione, su disposizione dell’Autorità Giudiziaria, si è proceduto al sequestro dei dispositivi informatici in uso agli indagati. Le analisi forensi, tuttora in corso, appaiono di particolare rilievo investigativo e potrebbero far emergere ulteriori elementi utili per il prosieguo delle indagini. L’efficacia dell’azione investigativa è stata resa possibile anche grazie alla stretta sinergia e alla cooperazione tra i diversi Uffici di Polizia coinvolti, che hanno consentito di coniugare un’azione capillare e coordinata sul territorio con l’impiego delle più avanzate tecniche di investigazione cibernetica, risultando determinanti ai fini della tempestiva individuazione dei soggetti coinvolti.
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