Addio ad un negozio storico nel settore dell’abbigliamento

Addio ad un negozio storico nel settore dell’abbigliamento. Dopo 56 anni di ininterrotta attività, chiude  il negozio Bellavia di Porto Empedocle, uno show-room con l’esclusiva su molti famosi marchi del fashion, specializzato negli abiti da cerimonia e da sposa. L’annuncio della cessazione dell’attività è arrivato, a sorpresa, sulle pagine social. Calogero Bellavia, 78 anni, già presidente provinciale di Confcommercio, aveva aperto l’attività nel lontano settembre del 1963 al civico 64 di via Roma. Da allora il negozio era stato un crescendo di successi, tanto che negli anni, la sede dell’azienda era stata spostata nell’elegante e signorile palazzo posto all’ingresso del paese. Bellavia era un atelier di moda che da sempre richiamava nei suoi saloni espositivi su vari piani, la clientela più esigente in fatto di moda. L’azienda fu tra le prime ad adottare i “corner”, angoli espositivi dedicati alle più note maison della moda. Grazie anche ad una grande capacità imprenditoriale e organizzativa la ditta con oltre una decina di addette alle vendite, aveva saputo rinnovarsi e indovinare le mode e i gusti del tempo, riuscendo a ritagliarsi uno spazio di visibilità considerevole. Con un’ immagine aziendale particolarmente forte e curata, Bellavia Moda aveva dato vita ad eventi di alto livello. Uno tra tutti, “La notte della Moda” nelle sue numerose edizioni, per la presentazione delle nuove Collezioni stagionali, con un parterre di tutto rispetto seduto nella centrale piazza Kennedy e le riprese televisive andate in onda su alcune reti nazionali con testimonial Jo Squillo. In occasione del cinquantesimo anniversario di fondazione, l’azienda aveva anche prodotto un elegante volume rilegato con la storia e le immagini dei momenti più significativi della lunga attività.  Bellavia Mode chiude nel momento della sua massima espansione commerciale, colpita e penalizzata dal lungo lockdown e dalle restrizioni sugli spostamenti che ormai da tempo incombono nella vita di tutti a causa della pandemia.

MARIA ROSSO