Ad Agrigento serve rilanciare un cartello sociale per la rinascita della città

In vista delle amministrative del 2020, ogni giorno che passa fa registrare annunci di nuove candidature alla carica di sindaco di Agrigento. Un fenomeno che ha assunto delle caratteristiche precise che sanciscono oramai come il ruolo dei partiti risulti sempre meno incisivo sulle scelte che riguardano il personale che aspira a guidare il governo locale.

Si tratta purtroppo di dinamiche che non aiutano ad avvicinare i cittadini alla politica e alle scelte che li riguardano e che espongono le candidature o le autocandidature ad un gioco al massacro che mette sulla graticola ogni nome esponendolo a critiche anche pregiudiziali.
Dinamiche che portano ad un affollamento di competitors che non può che favorire il sindaco in carica che potrebbe avvantaggiarsi anche dell’opzione politico-culturale.
Per riportare al centro della campagna elettorale i temi dello sviluppo e della rinascita della città, con un coinvolgimento delle forze sociali e produttive locali potrebbe essere interessante replicare un’esperienza che si rifa ad alcuni anni addietro e che ha visto come protagonista del dibattito politico cittadino un cartello sociale articolato e rappresentativo degli interessi della comunità.
Un’esperienza che ha determinato una sorta di piccola rivoluzione risvegliando la coscienza popolare degli agrigentini, che pur non abituati a manifestare pubblicamente il loro dissenso, si organizzarono per rivendicare i loro diritti e per denunciare le inefficienze della politica locale.

Il cartello sociale, che ha goduto anche del sostegno della Chiesa locale, ha dimostrato di essere in grado di svegliare l’interesse generale dei cittadini, grazie al quale i suoi rappresentanti riuscirono ad avere la forza necessaria a mediare sulle scelte della politica.

Purtroppo l’esperienza passata ad un certo punto trovò difficoltà di coesione e cadde in una polemica interna, alimentata da infiltrazioni di qualche forza politica, che ne determinò la fine.

La rinascita di un cartello sociale potrebbe essere oggi una strada per dare sostanza e qualità ad un confronto sul merito delle emergenze da affrontare per scrivere un’agenda di speranza per la città.

Un cartello che non deve necessariamente esprimere una sua candidatura per la guida del governo locale ma che può condizionare l’esecutivo di domani e il candidato con il quale condividere il programma per il prossimo mandato.