Acqua inquinata, un coro di proteste sulla gestione dell’emergenza

Siamo veramente basiti, oltre che allarmati, nel vedere com’è stata gestita la vicenda dell’inquinamento idrico dell’acqua distribuita in città dal serbatoio delle Forche. Un’ordinanza di sospensione dell’erogazione con divieto alla popolazione a fare uso civile dell’acqua in arrivo nelle loro case, atto redatto da un dirigente,  è stato prima distribuito così com’era alla stampa, poi “letto” dal sindaco Miccichè in persona, solo il giorno dopo, seduto nella sua scrivania al Comune. Tutto qui.
Ma stiamo scherzando? Stiamo parlando di un quartiere di quasi 10 mila abitanti con Fontanelle, 1/5 della popolazione agrigentina, che improvvisamente si ritrova senz’acqua perché c’è stato uno sversamento di fogne da qualche parte. Che non può più provvedere alle esigenze primarie come quelle delle pulizie personali, o lavare frutta e stoviglie e che viene informata in maniera così superficiale. Non ci vuole molto a capire che andavano avvisati tempestivamente tutti gli amministratori condominiali, i titolari di attività commerciali e ricettive, che dovevano essere diramati “chiari” spot di allerta per la popolazione mentre il sindaco, scusandosi con la popolazione per il disagio che sta subendo, diceva come potere risolvere il problema.
Si, perché il danno c’è ed è anche tanto. Le cisterne dei palazzi sono piene di acqua inquinata. Bisognerà svuotarle e disinfettarle prima di poterle riempire nuovamente. L’acqua che si getta viene pagata dai condomini che avrebbero diritto a un rimborso per l’acqua perduta e per la disinfettazione della cisterna. Chi ha attività di ristorazione o alimentari deve superare il problema con mezzi propri. Per le strade occorrerebbero delle autobotti che distribuiscono acqua potabile alla popolazione. E chi paga per tutto questo? Giusta la protesta del Comitato di quartiere di Fontanelle e giusta la protesta degli amministratori di condominio. Un’amministrazione deve gestire le emergenze direttamente, non con un video di lettura dell’ordinanza. La comunicazione è importante, soprattutto a certi livelli.
Domenico Vecchio