A Favara il reliquiario della Madonna delle lacrime di Siracusa

Non c’è chi non  possa capire a che cosa ci riferiamo in questo momento, mentre il bravo Gaetano Scorsone, responsabile della pastorale sociale del CPC,  propone di “rifare un quarto grado a Favara”, per fare emergere la verità al posto dei modelli preconfezionati.

E ciò, anche  dopo la partecipatissima fiaccolata silenziosa del 12 settembre u.s., che, per rompere il silenzio dell’omertà sulla scomparsa di Gessica,  si è conclusa davanti alla casa della povera ragazza.  Cioè ad appena  qualche centinaio di metri dalla Chiesa, dove ieri sera in un clima di raccoglimento e di fede è stato accolto il reliquiario della Madonna delle lacrime.

Ed a proposito di altre iniziative simili in particolari momenti della città, proprio ieri sera, il parroco don Marco Damanti   ha fatto riferimento all’accoglienza della Madonna di Fatima di oltre un ventennio fa,  (esattamente nel maggio 1996), da parte sempre della Parrocchia Ss. Pietro e Paolo, con l’allora Parroco don Nino Giarraputo. Anche allora Favara viveva pure un  momento particolarmente problematico sul tema-legalità, dato che  la  caserma dei carabinieri nei giorni precedenti era  stata oggetto di  un vile attentato.

Come allora anche oggi, nella diversità di situazione , la Madonna anche stavolta con il messaggio eloquente  delle sue lacrime, viene ancora a Favara per scuotere la coscienza di tutti dall’eventuale indifferenza, rafforzare la fede nel suo Figlio Gesù e quindi l’impegno di vita e testimonianza cristiana alla luce del Vangelo. Il cui passo proclamato, nel corso della partecipata assemblea liturgica, presieduta da don Baldo Reina,  (che, all’ultimo momento,  ha sostituito il nostro pastore  cardinale don Franco), parlava proprio della guarigione di una donna inferma, costretta da tanti anni a vivere curva, piegata sul suo corpo, annientata da una sofferenza che le impediva di stare in pedi e  dritta, con la gioia di vivere.

don Baldo ha trovato le parole più adatte per spiegare che col peccato si vive curvi, piegati verso il basso, mentre il messaggio liberante del Vangelo ci dà la grazia, la forza e  la gioia  di vivere con la schiena dritta, rifiutando compromessi e non piegandosi di fronte ad ingiustizie, prepotenze e sopraffazioni. La parola di Gesù, il suo insegnamento, è forza di vita e   raddrizza tutto ciò che è storto.

Le lacrime della Madonna di Siracusa, oggetto di venerazione Favara   per alcuni giorni,   parlano di conversione e liberazione da ogni forma di idolatria e  schiavitù, rivendicando a fronte alta i propri diritti, contestualmente al fedele compimento dei doveri.

Ed è bene dire – ha ammonito don Baldo – che il Reliquiario che conserva le lacrime e quindi l’eloquente messaggio della Madonna,  non viene per suscitare un’ondata di superficiale emozione o di vuoto sentimentalismo, ma viene per confermarci saldamente nella fede in Gesù, nel quale unicamente possiamo sperare la salvezza.

La Comunità dei Ss. Pietro e Paolo e quindi  la Chiesa  tutta di Favara, sulla scia del cammino già compiuto, anche in questo momento di difficoltà ed asprezze polemiche,  vuole ancora  unire le sue forze con quelle di chi  vuole impegnarsi per andare avanti sui valori della fraternità e della solidarietà, contro ogni forma di  violenza e  sopraffazione nel rigoroso rispetto di quella verità che rende liberi.

Aiutaci o Maria a vivere il Vangelo della Carità, con attenzione e sensibilità verso gli ultimi, gli emarginati, i poveri, gli ammalati ed i sofferenti di questa nostra meravigliosa,  amata e martoriata Città.

Diego Acquisto