A 6 anni fa già volare la pizza: Francesco Ismaele Lupo, talento di famiglia
Gli piace impastare, condire e infornare. Ma soprattutto far volare la pizza. Francesco Ismaele Lupo ha appena sei anni e una passione che gli è valsa anche il riconoscimento “Giovani Eccellenze – Arte culinaria” al Premio Ignazio Buttitta di Favara.
Tale padre, tale figlio. E nella famiglia Lupo la pizza è davvero una questione di famiglia.
Francesco Ismaele ha appena sei anni, ma sembra avere già le idee piuttosto chiare. Gli piace impastare, condire, stare vicino al forno e osservare papà al lavoro. E soprattutto gli piace prendere un disco di pasta e farlo volare. Te ne accorgi entrando alla Tana del Lupo. Sei seduto al tavolo, magari davanti a una pizza con pomodoro fresco, rucola, prosciutto crudo e parmigiano, quando dalla sua “tana” sbuca lui: Francesco Ismaele.
Basta che papà faccia partire la musica e cambia tutto. Il piccolo prende il disco di pasta e comincia lo spettacolo. Lo fa girare sulle mani, lo lancia in aria, lo riprende e lo fa volteggiare seguendo il ritmo. È la pizza acrobatica, o pizza freestyle, una disciplina nella quale l’impasto diventa quasi uno strumento di giocoleria: viene fatto ruotare, lanciato e ripreso costruendo vere e proprie coreografie a ritmo di musica. Per Francesco, però, prima ancora di essere una disciplina è un gioco. Un gioco imparato guardando papà e respirando ogni giorno il mestiere di famiglia.
E quel gioco lo ha portato fino al Castello Chiaramontano di Favara, dove, durante il XXVII Premio di arte e cultura siciliana “Ignazio Buttitta – Sezione Giovani”, promosso dal Centro artistico culturale “Renato Guttuso” e presieduto da Lina Urso Gucciardino, Francesco Ismaele ha ricevuto il riconoscimento “Giovani Eccellenze – Arte culinaria”.
Davanti al pubblico della Sala del Collare ha fatto quello che gli riesce meglio: divertirsi facendo divertire.
Appena prende in mano la pizza gli occhi sono tutti per lui. Il disco gira, sale, scende e torna tra le sue mani. Francesco lo segue con lo sguardo e con il sorriso. A sei anni c’è ancora tutto il tempo per capire cosa farà da grande, ma una cosa appare già evidente: la passione per la pizza, in casa Lupo, passa da padre a figlio.
«È un omaggio all’arte, alla cultura, alla tradizione della nostra Sicilia», ha detto Lina Urso Gucciardino parlando dello spirito del Premio Buttitta. Poi, naturalmente, alla Tana del Lupo le pizze non servono soltanto per farle volare.
Si mangiano. E si mangiano bene.
Pizza, sapori autentici e prezzi accessibili, cosa tutt’altro che scontata in un periodo nel quale anche una serata in pizzeria rischia di diventare un piccolo lusso. E poi ci sono loro, i Lupo, che riescono a mettere insieme pizza, famiglia e divertimento. Magari ci si ferma dopo aver visto un film al vicino Multisala Ciak di via XX Aprile, oppure prima dell’ultima proiezione della sera. E se a un certo punto parte la musica, guardate verso la “tana”: potrebbe sbucare Francesco Ismaele. Perché qui l’unica acrobazia richiesta al cliente è quella di sedersi, ordinare una pizza e gustarsela.
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