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Home » Top » Agrigento, dalla politica agli appalti: quattro inchieste giudiziarie, quattro vicende distinte

Agrigento, dalla politica agli appalti: quattro inchieste giudiziarie, quattro vicende distinte

3 Novembre 2026
in Top, Cronaca, Editoriali
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Dagli appalti pubblici alla sanità, dai finanziamenti per gli eventi culturali agli affidamenti comunali. Quattro vicende giudiziarie distinte coinvolgono esponenti politici agrigentini, con contestazioni differenti e procedimenti in fasi diverse. Il punto sulle indagini e sulle posizioni degli interessati.

AGRIGENTO – Dall’inchiesta sugli appalti pubblici che coinvolge l’ex assessore regionale Roberto Di Mauro al caso Cefpas-Asp che riguarda l’ex deputato regionale Riccardo Gallo Afflitto, passando per Eventopoli, con il deputato nazionale Calogero Pisano, fino alla più recente indagine sull’ex sindaco di Agrigento Franco Miccichè.

Sono quattro le vicende giudiziarie che, negli ultimi mesi, hanno interessato esponenti politici agrigentini, riportando l’attenzione sulla gestione delle risorse pubbliche, sugli affidamenti e sui rapporti tra politica e amministrazione.

Si tratta di procedimenti autonomi, differenti per fatti contestati, persone coinvolte e stato degli accertamenti, senza collegamenti investigativi conosciuti. Il loro accostamento risponde esclusivamente all’interesse giornalistico per vicende che riguardano l’attività delle istituzioni e l’impiego di fondi pubblici.

Roberto Di Mauro e l’inchiesta sugli appalti pubblici

La prima vicenda riguarda Roberto Di Mauro, storico esponente del Movimento per l’Autonomia ed ex assessore regionale all’Energia, coinvolto nell’inchiesta della Procura di Agrigento su presunti condizionamenti di appalti pubblici e procedure amministrative.

Tra le opere finite sotto la lente degli investigatori figura la nuova rete idrica di Agrigento, un intervento dal valore superiore ai 37 milioni di euro. Gli accertamenti riguardano anche altri lavori pubblici, tra cui interventi stradali, la ristrutturazione dello stadio Dino Liotta di Licata e un impianto di trattamento dei rifiuti a Ravanusa.

L’inchiesta coinvolge complessivamente 32 persone e otto società. Nell’estate del 2026 la Procura ha notificato l’avviso di conclusione delle indagini preliminari.

Nei confronti dell’ex assessore regionale viene ipotizzato il reato di associazione per delinquere. La difesa, rappresentata dall’avvocato Lillo Fiorello, ha precisato che, all’esito delle indagini, la contestazione nei confronti di Di Mauro sarebbe rimasta circoscritta a questa ipotesi, senza specifiche condotte esecutive di un presunto accordo corruttivo, ribadendo l’estraneità del proprio assistito ai fatti.

Le contestazioni restano da verificare nelle successive fasi del procedimento.

Riccardo Gallo Afflitto e l’inchiesta sulla sanità

La seconda vicenda riguarda Riccardo Gallo Afflitto, già deputato regionale di Forza Italia, coinvolto nell’inchiesta denominata «Corte dei Miracoli», coordinata dalla Procura di Caltanissetta.

Gli accertamenti riguardano presunti favoritismi nella gestione di incarichi, consulenze e affidamenti collegati al Cefpas di Caltanissetta e all’Asp di Agrigento.

Secondo l’ipotesi accusatoria, l’ex parlamentare avrebbe esercitato la propria influenza su alcune scelte amministrative, favorendo persone a lui vicine attraverso incarichi professionali e altre opportunità.

Sul piano cautelare, nel luglio 2026 il Gip aveva disposto nei suoi confronti gli arresti domiciliari, successivamente sostituiti con l’interdizione dai pubblici uffici per dodici mesi. Gallo aveva presentato le dimissioni dall’Assemblea regionale siciliana il 20 luglio.

La Procura ha impugnato la decisione e, il 15 settembre, il Tribunale del Riesame di Caltanissetta ha nuovamente disposto gli arresti domiciliari. La misura è rimasta sospesa e non esecutiva in attesa del giudizio della Corte di Cassazione, alla quale i difensori avevano annunciato ricorso.

Un successivo decreto, pubblicato nella Gazzetta Ufficiale il 15 ottobre, ha inoltre accertato la sospensione di Gallo dalla carica di deputato regionale per il periodo compreso tra il 13 e il 21 luglio, fino alla presa d’atto delle dimissioni.

I provvedimenti cautelari non costituiscono un accertamento definitivo di responsabilità.

Calogero Pisano ed Eventopoli: l’inchiesta sui finanziamenti pubblici

Un altro capitolo riguarda Eventopoli, l’inchiesta sulla gestione dei finanziamenti pubblici destinati a manifestazioni culturali e turistiche organizzate ad Agrigento.

Tra gli indagati figura il deputato nazionale di Fratelli d’Italia Calogero Pisano. L’indagine, emersa pubblicamente nel 2026, ha registrato nuovi sviluppi nell’ottobre scorso, con ulteriori contestazioni e il coinvolgimento di dirigenti pubblici.

Tra le ipotesi di reato figurano, a vario titolo, associazione per delinquere, peculato, truffa aggravata ai danni della Regione Siciliana e del Comune di Agrigento, falso ideologico e finanziamento illecito al candidato alle elezioni nazionali.

L’inchiesta coinvolge complessivamente dodici persone. La Procura ha chiesto la custodia cautelare in carcere per Pisano e misure interdittive per i dirigenti pubblici Antonino Insalaco e Giuseppe Librizzi.

L’interrogatorio preventivo del deputato, inizialmente previsto per il 31 ottobre, è stato rinviato al 5 novembre su richiesta dei difensori, che hanno chiesto più tempo per esaminare gli atti. Gli interrogatori preventivi degli altri due indagati si sono invece già svolti.

La decisione del Gip sulle misure richieste è ancora attesa. Per il parlamentare, un eventuale accoglimento della richiesta di custodia cautelare comporterebbe anche il passaggio previsto dalla Costituzione per l’autorizzazione della Camera dei deputati all’esecuzione della misura.

Gli accertamenti riguardano presunte irregolarità nella gestione dei contributi, nelle rendicontazioni e nei rapporti tra alcune realtà associative e gli organismi pubblici interessati.

Anche in questo caso, le contestazioni sono ancora sottoposte al vaglio dell’autorità giudiziaria.

Franco Miccichè e l’inchiesta sugli affidamenti comunali

La vicenda più recente riguarda Franco Miccichè, ex sindaco di Agrigento, indagato dalla Procura della Repubblica per le ipotesi di corruzione e turbata libertà nella scelta del contraente.

Gli accertamenti, coordinati dal pubblico ministero Elettra Consoli, riguarderebbero alcuni affidamenti pubblici, tra cui quelli per l’installazione delle luminarie natalizie e i lavori del parcheggio pluripiano. I fatti presi in esame risalirebbero al periodo compreso tra dicembre 2024 e febbraio 2026.

L’attività investigativa avrebbe interessato anche un’ex componente della Giunta comunale, alcuni imprenditori e un professionista. Nei giorni scorsi sarebbero state eseguite perquisizioni e sequestrati alcuni telefoni cellulari, successivamente restituiti dopo l’acquisizione dei dati.

Secondo le prime indiscrezioni, l’ipotesi di corruzione riguarderebbe presunte utilità di natura non ancora chiarita. Non sono noti nel dettaglio gli elementi sui quali si fondano le contestazioni.

L’ex sindaco è intervenuto sulla vicenda dichiarando:

«Gli inquirenti stanno effettuando delle legittime attività esplorative su una vicenda di cui non conosco i dettagli. Sono sereno perché so di non aver mai commesso illeciti penali in vita mia. Non appena sarò messo nelle condizioni di conoscere più dettagliatamente le ipotesi per cui si procede, non esiterò un solo istante ad offrire il mio contributo conoscitivo alle indagini. Confido che ciò accadrà nel più breve tempo possibile».

L’inchiesta è ancora alle primissime battute e il quadro investigativo resta in gran parte da chiarire.

Quattro vicende distinte, un tema di interesse pubblico

Le quattro vicende si trovano in fasi giudiziarie differenti e non risultano collegate tra loro. Ad accomunarle è l’interesse pubblico per l’utilizzo delle risorse e per i rapporti tra politica e amministrazione.

Dagli appalti alle procedure di affidamento, dalla sanità ai finanziamenti per gli eventi culturali, le indagini riguardano settori nei quali la trasparenza amministrativa e la corretta gestione delle risorse pubbliche rivestono particolare importanza.

Saranno gli accertamenti e le eventuali successive fasi processuali a stabilire se le ipotesi accusatorie trovino riscontro e se emergano responsabilità individuali.

Per tutte le persone coinvolte resta fermo il principio costituzionale della presunzione di innocenza fino a un’eventuale condanna definitiva.

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