Il Tribunale del Lavoro accoglie i ricorsi di dieci dipendenti sostenuti dalla Uila Sicilia. Riconosciuto il diritto all’indennizzo per l’abuso dei contratti a termine anche dopo l’assunzione a tempo indeterminato.
Due sentenze del Tribunale del Lavoro di Agrigento aprono una prospettiva importante per numerosi lavoratori dell’Esa, l’Ente di Sviluppo Agricolo, costretti per anni a lavorare attraverso una successione di contratti stagionali. Il giudice ha riconosciuto il diritto al risarcimento per l’abuso dei contratti a termine, stabilendo un principio significativo: la successiva stabilizzazione non cancella le irregolarità commesse in passato.
Le decisioni arrivano al termine di due ricorsi presentati da dieci lavoratori, assistiti dalla Uila Sicilia e rappresentati dall’avvocato Mariangela Acquisto. Il Tribunale di Agrigento, accogliendo le tesi dei ricorrenti e discostandosi da precedenti pronunce di altri tribunali siciliani, ha riconosciuto il diritto all’indennizzo anche al personale già assunto a tempo indeterminato.
Una pronuncia che potrebbe avere conseguenze per molti altri dipendenti dell’ente nelle stesse condizioni.
«Grazie all’iniziativa legale intrapresa dalla nostra organizzazione sindacale, è stato affermato in due vere e proprie cause-pilota un principio importantissimo nell’interesse di tantissimi dipendenti dell’Ente di Sviluppo Agricolo che in tutta l’Isola si trovano nelle stesse condizioni dei ricorrenti», sottolinea Enzo Savarino, segretario generale della Uila Sicilia.
A spiegare la portata giuridica delle decisioni è l’avvocato Mariangela Acquisto: «Il Tribunale di Agrigento ha accertato l’illegittimità della reiterazione dei contratti a tempo determinato e riconosciuto ai miei assistiti il diritto al risarcimento del danno, oltre agli interessi legali e alle spese di giudizio».
Il punto centrale riguarda proprio la stabilizzazione. Secondo quanto chiarito dal legale, l’assunzione definitiva non elimina automaticamente il diritto al risarcimento per l’abuso già verificatosi. L’indennità prevista per queste ipotesi può variare da quattro a ventiquattro mensilità, in relazione alla gravità della violazione, al numero dei contratti e alla durata complessiva del rapporto.
«L’assunzione a tempo indeterminato rappresenta un risultato fondamentale, ma non può cancellare automaticamente l’abuso già subito», conclude Acquisto.
Le due sentenze rappresentano dunque un risultato significativo nella tutela dei lavoratori precari del settore pubblico, distinguendo il diritto alla stabilità occupazionale da quello al risarcimento per le illegittimità subite negli anni precedenti.
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