Sodano fa la conta dei post e replica a De Luca: «Non accetto lezioni di coraggio»
Diciannove minuti di video per rispondere a Cateno De Luca. Michele Sodano dice di non amare «i video di polemica, di replica o di dissing» e di non voler cadere nelle provocazioni, ma le parole pronunciate dal leader di Sud chiama Nord durante la sua tappa agrigentina sembrano averlo colpito. Tanto da spingerlo a una lunga replica, con tanto di conteggio dei post pubblicati sui social.
Il sindaco di Agrigento parte dall’incontro mancato. De Luca aveva annunciato di voler incontrare il «collega» per dargli qualche consiglio e Sodano aveva aperto le porte: «Sono un giovane amministratore, non pretendo di avere la verità in tasca e accetto volentieri consigli da chi ha già amministrato».
Poi, però, cambia tono. «Credevo si trattasse di un confronto tra colleghi, invece è palese che si tratti di una mossa di campagna elettorale per le prossime regionali, con l’obiettivo di raccattare consensi. Non era un gesto istituzionale, ma una manovra politica».
Sodano risponde quindi alle critiche sullo stato della città. «Troppo facile fare l’elenco dei problemi dicendo che Fontanelle, Villaggio Mosè, via Imera e l’intera città sono al collasso. Lo sappiamo tutti che la città è da ricostruire, ma la ricostruzione richiede pianificazione, programmazione e risorse finanziarie».
Il sindaco torna così sulle richieste avanzate alla Regione: 90 milioni di euro per le strade e 40 milioni per il personale. E chiama in causa proprio De Luca sulla questione degli incassi dei siti archeologici, ricordando le condizioni ottenute da Taormina e la battaglia avviata da Agrigento per superare il tetto dei 600 mila euro.
Ma è quando affronta l’etichetta di «sindaco dei social» che la replica diventa più singolare. Sodano mostra la lavagna e fa la conta.
«Dal 17 settembre al 16 ottobre io ho fatto 33 post su Facebook, De Luca 239. Io pubblico in media 1,1 post al giorno, lui 8. Negli ultimi sette giorni io ne ho pubblicati 10, De Luca 75. Di fronte a questi dati, chi è il vero imperatore dei social?».
Sodano rivendica l’utilizzo di Facebook come strumento diretto di comunicazione con i cittadini, spiegando che il Comune non può permettersi un portavoce o un addetto stampa e che attraverso i social informa su ordinanze, lavori e modifiche alla viabilità. «Dedico alla comunicazione forse l’1% del mio tempo, per pura trasparenza».
Poi Maddalusa, uno dei passaggi più duri dell’intervento di De Luca, che aveva invitato Sodano ad avere il «coraggio di rischiare la poltrona», richiamando quanto fatto da sindaco di Messina per affrontare l’emergenza delle baraccopoli.
Sodano respinge il paragone. Ricorda di avere firmato un’ordinanza per Maddalusa «nell’ambito di ciò che la legge mi consente» e sottolinea come a Messina la soluzione sia arrivata grazie a una legge nazionale speciale, a 100 milioni di euro di finanziamenti, successivamente integrati da altri 40 milioni di fondi FSC, e a poteri commissariali straordinari.
«Non è stata una semplice ordinanza a risolvere l’emergenza abitativa, ma un massiccio intervento finanziario dello Stato. Se De Luca e la sua deputazione nazionale vogliono davvero aiutare Agrigento, si attivino a Roma per ottenere una legge speciale e risorse per Maddalusa».
La conclusione arriva con un’altra stoccata: «Non accettiamo lezioni di coraggio né speculazioni da chi viene qui in cerca di voti».
Poi Sodano chiude la polemica ricordando di avere altro da fare. Alle 18.30 lo attende Villaggio Mosè, dove deve partecipare all’inaugurazione di un defibrillatore, acquistato grazie a un’iniziativa benefica organizzata con FestiValle e collocato nei pressi del Bar Veneziano. Doveva essere una risposta per spiegare che il sindaco non intende perdere tempo nelle polemiche. Alla fine, però, a Cateno De Luca ha dedicato diciannove minuti. E persino la conta dei post.
Nella foto la lavagna che Sodano mostra nel video
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