Riparte in appello il processo a carico del meccanico trentaseienne che il 23 maggio di due anni fa tentò di uccidere a coltellate la moglie e i due figli piccoli, di 3 e 6 anni, nella propria abitazione a Cianciana. L’imputato in primo grado è stato condannato a 6 anni e 10 mesi di reclusione per maltrattamenti in famiglia e detenzione di un proiettile ma assolto dalle accuse di triplice tentato omicidio, sequestro di persona e resistenza a Pubblico ufficiale poiché incapace di intendere e volere.
La difesa dell’imputato ha impugnato il verdetto chiedendo il riconoscimento di un vizio di mente anche per il periodo precedente a quel tragico giorno. La Corte ha disposto la riapertura dell’istruttoria dibattimentale. In aula verrà sentito lo psichiatra Maurizio Marguglio. Il giudice di primo grado riconobbe all’uomo uno stato di minorazione della facoltà psichica disponendo il ricovero per i prossimi sette anni in una Rems (struttura sanitaria per autori di reato con disturbi mentali e socialmente pericolosi).
A moglie e figli del meccanico è stata riconosciuta una provvisionale immediatamente esecutiva di 5mila euro con il resto che sarà quantificato in sede civile. Il meccanico ha sferrato diverse coltellate all’indirizzo della donna e dei bambini. La moglie è riuscita a scappare insieme al bambino, sebbene entrambi avessero profonde ferite. La bimba, invece, è stata fatta uscire in un secondo momento. L ’uomo venne arrestato dopo essersi barricato nell’appartamento di una palazzina popolare, consegnandosi ai carabinieri dopo una lunga mediazione.
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